Blair Witch Project è stato la più grande sorpresa nella storia del boxoffice americano, superando di gran lunga i risultati di altri blockbuster a basso costo, come El Mariachi di Roberto Rodriguez o Clercks di Kevin Smith. Girato in soli otto giorni con un budget di 40.000 dollari da Eduardo Sanchez e Daniel Myrick il film è stato lungamente promosso in rete. Il battage pubblicitario ha creato una tale curiosità da spingere la società di distribuzione Artisan a comperarlo a scatola chiusa per un milione di dollari. Presentato con grande successo al Sundance Film Festival di Aspen il mockumentary ha battuto nelle sue prime uscite i record di incasso per sala raggiungendo in breve tempo 140 milioni di dollari di incasso globale. L'idea di lasciare l'ambiguità riguardo all'autenticità del filmato ha molto contribuito al successo del film in America, ma rischia di determinarne il fallimento nel nostro Paese, in cui è arrivato sette mesi dopo e dove il pubblico ormai conosce tutti i retroscena e non si lascia dunque più sorprendere. Vedere tre persone che camminano attraverso un bosco per un ora e mezza senza che accada nient'altro ha deluso parecchi spettatori italiani, che hanno accolto i titoli finali con sonori fischi (in molti cinema di Roma e Milano) mentre a Carpi il pubblico inferocito ha addiritura spaccato le vetrate del cinema.
MILHOUSE VAN HOUTEN
Al posto dello stipendio questo mese la fabbrica di cracker ha dato a mio padre due biglietti per un documentario sulle streghe. Io che sono furbino li ho presi dallo scaffale e ho portato al cinema Lisa, la mia amica un po' speciale che sa tante cose sulle streghe. Il film Blair Witch Project è una storia terrificante di tre amici che se ne vanno in mezzo a un bosco a litigare, e poi si perdono e muoiono. La mia mamma dice che queste cose non succedono alle persone perbene, che fanno i compiti e vanno sotto la doccia ogni venerdì. Ma Lisa dice che anche lei vorrebbe diventare come le streghe, che sono esistite davvero, e che poi si sono incavolate e hanno fatto la rivoluzione per non essere bruciate vive e per il suffragio, che è un gatto con il pelo lungo che a loro piace molto e se lo portano sempre nelle borsette, nascosto sotto la cipria. A proposito... mi sono ricordato che una volta mia mamma ha trovato un pezzettino di suffragio nella cartella del papà e si è messa a urlare: "Vedi ancora quella strega brutto babbaleo"; si è incavolata tantissimo e per punizione io e papà abbiamo dovuto pulire tutti i divani dai peli di suffragio.
LISA SIMPSON
Oggi nel rogo innalzato dall'ignoranza e dalla paura abbiamo bruciato duecento anni di storia, duecento anni di libertà, duecento anni di pensiero. La nostra terra, nata dalla luce delle brillanti menti dei nostri padri fondatori deve assistere al ritorno della tetra notte dell'ignoranza. Migliaia e migliaia di miei concittadini sono corsi nei cinema per vedere il finto documentario Blair Witch Project convinti di assistere a qualcosa di realmente accaduto. Ma come si può oggi, superata la fatidica soglia dell'anno duemila, credere ancora all'esistenza delle streghe? A cosa sono serviti gli esperimenti di Benjamin Franklin, gli scritti di Thomas Jefferson e John Adams, le invenzioni di Thomas Alva Edison, le battaglie di Abraham Lincoln, le conquiste civili di Martin Luther King, se tutti noi preferiamo credere alle favole. Dopo trecento anni dall'ultimo rogo di streghe la società fallocratica americana ha ancora bisogno di demonizzare la donna attribuendole caratteristiche demoniache. Come possiamo sperare in una crescita della nostra civiltà, del nostro mondo se anziché usare la ragione preferiamo affidarci al subconsio.
Nella migliore tradizione di Hollywood la Artisan, che ha distribuito Blair Witch Project, ha già messo in cantiere un sequel e, Star Wars docet, un prequel del finto documentario. Il sequel affidato al documentarista Joe Berlinger avrà a disposizione un budget di dieci milioni di dollari, cifra considerevolmente più alta dei 40.000 $ necessari a girare il primo film, e dovrebbe uscire nelle sale americane per la festa di Halloween, il 31 Ottobre 2000. Eduardo Sanchez e Daniel Myrick, i due autori del finto documentario, attualmente impegnati nelle riprese di una commedia, dovrebbero - sempre secondo i progetti della Artisan - girare il prequel per l'estate del 2001. Non si sa ancora se per questi nuovi progetti verrà mantenuto lo stile documentaristico o se verrà fatta una scelta più tradizionale. L'unica notizia certa riguarda le location. Nessuno dei due progetti verrà infatti girato nella cittadina che ha ospitato le riprese di BWP, Burkittsville, per espresso divieto della comunità locale. Il piccolo paese di duecento anime nel Maryland, vissuto fino a ieri nella quieta indifferenza del mondo, si è infatti stufato di essere tutto d'un tratto meta di pelegrinaggi di migliaia di appassionati di streghe e misteri. I campagnoli americani, personaggi ben più sinistri di qualunque fenomeno soprannaturale, possono diventare particolarmente suscettibili se vedono più di due facce nuove al giorno.
BLAIR LINK PROJECT
Blair Witch Project ha ben due official website: il primo è proprio quello del film, con link, screensaver da scaricare, merchandasing da ordinare e tutto quello che abitualmente si trova in un sito ufficiale, il secondo è, in cui vengono presentati la storia e gli antefatti in maniera alquanto ambigua e che è servito da trampolino di lancio per il film. Visto che del progetto si è ormai detto tutto quello che c'era da dire e si sa tutto quello che c'è da sapere risulta molto più divertente e soddisfacente visitare il primo dei due siti. Se per caso dopo la visione del film c'è qualcosa che non vi è ancora del tutto chiaro troverete le risposte alle vostre domande all'interno della apposita Faq webpage. La stregoneria è un tema che comunque gode da sempre di un certo fascino, noi vi segnaliamo la pagina web informativa in italiano sull'argomento.
Burkittsville, la città in cui il finto documentario è stato girato, ha come il film due indirizzi in Rete:
quello ufficiale, in cui la cittadina si presenta in tutta la sua bellezza con anche un piccolo, ma infastidito, accenno al film; e la più interessante sito non ufficiale, curata dall'unico abitante del paese a cui il film è piaciuto e che fornisce molte informazioni su quella zona del Maryland. Tutte questi siti comunque ci tengono a sottolineare che il documentario è finto e che la storia raccontata è falsa, ma se avete ancora qualche dubbio, potete leggervi l'intervista ad uno degli interpreti del film, che gode a tutt'oggi di ottima salute.
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