Vola sempre più alto la Mostra del cinema di Venezia diretta da Alberto Barbera, sempre più
momento di ricerca e sempre meno occasione per lustrini e pailettes. Gli unici due appuntamenti del programma
della mostra, annunciato venerdì scorso, che possono avere un richiamo sulle italiche masse
inchiodate davanti agli schermi berlusconiani, sono l'ormai immancabile anteprima del film di Woody Allen
e l'anteprima europea di A.I. di Steven Spielberg.
Per il resto la mostra di Venezia fa quello che una mostra dovrebbe fare: da spazio e visibilità
ad autori nuovi e a cinematografie sconosciute che altrimenti rischiano di essere belamente ignorate anche
dal pubblico più attento, va a recuperare vecchi autori di qui si erano perse le tracce, permette
ai vari maestri di presentare le proprie opere e soprattutto di rinnovarsi e reinventarsi come fossero
ventenni all'esordio (è il caso di Eric Rohmer). Il programma di quest'anno è infatti un insieme
di tutto quello che di più fresco e attento ha da presentare il cinema d'autore.
Quest'anno di concorsi ce ne sono addirittura due: quello tradizionale, che mette in palio il caro vecchio
Leone d'oro e la sezione competitiva Cinema del Presente, una sezione più attenta ai nuovi percorsi
e alle sperimentazione, anche se ci troviamo quella vecchia volpe di Werner Herzog.
Oltre al pazzo regista tedesco, a cui dedichiamo uno spazio apposito, se lo merita, la mostra pulula di
vecchie conoscenze. A cominciare da Manoel de Oliveira. Non c'è infatti festival o mostra del cinema
che il novantaduenne regista portoghese si salti, vista la sua incredibile capacità produttiva.
E così, dopo aver presentato in concorso a Cannes Ritorno a Casa presenta a Venezia Porto da Minha Infāncia.
Il Leone d'Oro alla carriera va invece a Eric Rohmer, altro ottuagenario nel corpo, ma, come il suo collega
portoghese, certamente non nello spirito. In laguna presenterà infatti il suo film, in cui utilizza
abbondantemente le tecniche digitali, tecniche che colleghi molto più giovani di lui, ma molto meno
svegli, guardano ancora con sospetto.
E poi ancora Ken Loach, John "Fuga da New York" Carpenter, Milcho "Prima della pioggia" Manchevski, Les Fura dels baus e tanti altri.
Ma il ritorno in laguna che da più gioia a noi piccoli redattori di CineHall è quello di
direttore Ki-Duk Kim, il regista coreano presente l'anno scorso con il film L'isola, diventato celebre
grazie alla totale idiozia dei suoi comunicati stampa.
I FILM IN CONCORSO
I film in concorso -
Tutti i film in concorso da Ken Loach ad André Téchiné, da Phillipe Garrell al nostro
Giuseppe Piccioni. Molti nomi nuovi e poche star, l'unica a brillare nel firmamento della laguna è
Nicole Kidman, che si consola tra le gondole dopo essere stata bidonata dal suo Tom.
LE ALTRE SEZIONI
Tutti gli altri film -
Un concorso non bastava?! Ed ecco spuntarne un secondo. Non si vince il Leone d'Oro ma il Leone dell'Anno.
Fuori concorso invece i soliti noti, Woody Allen, Steven Spielberg, Manoel de Oliveira e il Leone d'Oro
alla carriera Eric Rohmer. C'è anche John Carpenter con i suoi fantasmi da Marte.
WERNER HERZOG
Dalla Germania con furore -
C'è uno spirito folle, visionario e maligno che si aggira per il cinema europeo, il suo nome è Werner
Herzog. L'unico uomo che sia mai riuscito a sembrare più pazzo di Klaus Kinski; d'altra parte
lavoravano insieme. A Venezia il suo grande rientro.
ERIC ROHMER
Nanni e gli altri -
Due concorsi? Ci voglio tre giurie. Fresco della sua vittoria a Cannes Nanni Moretti sbarca al Lido per
assumersi il gravoso compito di presidente di giuria. E quell'ingrato di Barbera li fa trovare, come compagna
di lavoro, una rompiballe nota in tutta il globo terr'acqueo: Vibeke Windeløv.
Il Festival di Cannes -
Quest'anno ne abbiamo combinate talmente tante che i signori del festival di
Cannes ci hanno riservato un'accoglienza speciale: non solo non hanno fatto entrare gli inviati di Clarence, ma hanno tentato di assassinarli sulla croisette.
SHREK
In arrivo in Italia -
Dopo il divertente Z la Formica, la Pdi-Dreamworks di Spielberg, Geffen e Katzenberg
torna nelle sale con una storia anti-disneyana che ribalta gli stereotipi delle fiabe
tradizionali da Biancaneve e i sette nani a La bella addormentata nel bosco.
LUGLIO USA
Lotta per il boxoffice -
A luglio arriva nella sale USA la seconda ondata di blockbuster e la guerra del boxoffice continua senza
pietà. Chi vincerà tra Il pianeta delle scimmie di Tim Burton, America's Sweetheart con Julia
Roberts, Final Fantasy e Cats and Dogs?
Jude e Ben -
Per questa volta CineHall si prende lo sfizio di dedicare un numero ai
belli di Hollywood: l'inglesissimo Jude Law e l'americano Ben Affleck. Ma consolatevi,
anche se sono maschietti nelle gallery li troverete semisvestiti lo stesso, come fossero
due starlette qualunque. .
Il cinema a Hollywood è sempre stato considerato un'industria oltre che un'arte, e - come tutti gli imprenditori - i produttori americani tendono a sfruttare fino all'osso ogni prodotto di successo. Sono nati così i sequel, nuovi episodi che trasformano in serie i film di maggiore incasso, costruendo nuove avventure per personaggi gią famosi e riutilizzando immaginari gią conosciuti e amati dal pubblico.
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Autori:Romeo und Saltuari
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