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Io ho un amico così pigro, così pigro, ma così pigro che ha sposato una donna incinta.
(Gino Bramieri)
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di Patrizia BusaccaVorremmo spezzare una lancia in favore di Kevin Costner. Ovvero se non ci fossero tipi come lui bisognerebbe inventarli. Uno che aveva Hollywood ai suoi piedi dopo gli Oscar vinti con Balla coi lupi e che ha sperperato i suoi crediti nei confronti dell’industria cinematografica per inseguire la realizzazione di due film come Waterworld e L’uomo del giorno dopo, merita la nostra considerazione a prescindere dai risultati. Perché ha una sua coerenza romantica ed idealistica che lo rende al di sopra delle mode. A Roma per presentare il suo ultimo film Terra di confine (Open Range) - che lo vede coinvolto come produttore, regista ed attore accanto ad uno strepitoso Robert Duvall - Costner, nonostante gli anni che passano “e le ferite che mi ha lasciato la vita”, continua per la sua strada. Con Terra di Confine l’attore ritorna al genere western, quello che gli ha dato più soddisfazioni sia come interprete che come regista, ed anche quello che forse corrisponde ad alcune delle sue corde più profonde. Bellissimo ed atletico (domenica compirà 49 anni), Costner non ha cambiato neanche il suo modo di vestire stile Armani: pantaloni chinos beige, camicia bianca con collo morbido e gilet di maglia color tabacco infilato nei pantaloni. Inoltre ha ancora quell’aria perbene e leale da ragazzo della porta accanto anche se nei nostri palazzi uno così affascinante, dallo sguardo dolce ed allo stesso tempo fermo e sexy, non ci ha mai abitato. Sarà il grande Peter Lord l’ospite d’onore dell’ottava edizione di “CASTELLI ANIMATI - Festival Internazionale del Cinema d’Animazione”, che si terrà a Genzano (Roma) dal 26 al 30 novembre 2003, presso il Cinema Modernissimo (via Cesare Battisti, 10). Fedele al ruolo di principale manifestazione italiana del settore, Castelli Animati continua anche quest’anno la rassegna dei suoi celebri ospiti da tutto il mondo con un maestro del calibro dell’inglese Peter Lord, fondatore (insieme a David Sproxton) dell’Aardman Animation, vincitrice di tre premi Oscar con Creature Comforts e con due episodi delle famosissime avventure di Wallace & Gromit (“The Wrong Trousers” e “A Close Shave”), divenuti un classico per tutti gli appassionati di cinema d’animazione. Grazie anche al talento del regista Nick Park e alla capacità narrativa e tecnica di tutto lo staff Aardman, i successi sono continuati con il lungometraggio Chicken Run (“Galline in fuga”), presentato in anteprima proprio a Castelli Animati nel 2000. di Alessandro BencivenniUn week end eccezionalmente prelibato quello dal 18 al 19 ottobre scorsi: in soli due giorni, il meeting del cinema d’animazione Asolo Cartoon Preview diretto da Federico Fiecconi è riuscito infatti a concentrare un menu destinato a deliziare il palato dei più esigenti appassionati di animazione. La manifestazione si è conclusa in bellezza con le “lezioni di cartoon” di Bozzetto, Cavandoli, De Mas, Laganà e Zanotti, le anteprime nazionali dei BIONICLE Lego e di SAMURAI JACK e il backstage di SUPERGULP! in “Ebbene sì, maledetto CARTER” di Bonvi e Guido De Maria (novità Salani Editore-Rai Trade). La mostra “I mille sapori di Totò Sapore” ha presentato i processi attraverso cui il regista Maurizio Forestieri sta dando le ultime pennellate al lungometraggio animato “Totò Sapore” (Lanterna Magica per Medusa) nelle sale il 19 dicembre: l'affascinante mostra, che si snoda all'interno di un antico forno di mattoni in cui gli organizzatori di Asolo hanno... infornato la pizza del film, resterà aperta fino a metà novembre. di Alessandro BencivenniUn autore cult dell'animazione giapponese, Leiji Matsumoto ("Capitan Harlock", "La regina dei mille anni", "Galaxy Express 999", etc.), incontra la techno house del duo elettronico francese Daft Punk. II risultato? Un cartoon romantico, con personaggi e ambienti che rimandano ai primi disegni animati televisivi con eroi spaziali, un'esplosione di musica, un film d'animazione musicale che entra di diritto nella schiera di "nuovi musical" che stanno imperversando da una parte all'altra del continente. La distribuzione Revolver presenta in Italia questo misurato videoclip da un'ora e passa, privo di dialoghi, che riesce a raccontare una storia affidandosi solo alle immagini e al potere evocativo della musica. Il tutto in una atmosfera anni Settanta destinata ad entusiasmare i nostalgici ma forse a lasciare perplessi i patiti degli anime contemporanei. di Alessandro BencivenniIn una Italia cinematografica poco attenta al cinema di animazione non convenzionale, la distribuzione Mikado conferma la capacità di saper andare controcorrente, proponendo al pubblico italiano, dopo La città incantata, un altro capolavoro: Les triplettes de Belleville, il film poetico e stravagante di Sylvain Chomet che ha trionfato all'ultimo festival di Cannes. In una atmosfera che evoca la magia nostalgica e la comicità stralunata di Tati si svolge una vicenda bizzarra che ha per protagonista Madame Souza, una vecchietta irresistibile, molto simile alla protagonista del precedente e pluripremiato cortometraggio di Chomet, The Old Lady with the Pigeons. Un film che sa raccontare in maniera assolutamente originale sentimenti universali come la solitudine, la solidarietà e la determinazione. Il tutto in antitesi ai luoghi comuni dell'animazione tradizionale. di Alessandro BencivenniSulla carta evrebbe potuto essere la magnifica replica di La Tigre e il Dragone: un regista colto e visionario che rivisita i miti dell'intrattenimento popolare trovando la sintesi fra successo e cultura. Ma il connubio fra i due Lee non ha dato buoni frutti. Infatti il regista coreano Ang Lee prende a pretesto il personaggio della Marvel per mettere in scena un conflitto padre-figlio forzatamente estrapolato dal fumetto creato da Stan Lee. La verde rabbia di Hulk si tinge di pretenziose coloriture classico-shakespeariane e, nonostante il ricorso massiccio agli effetti speciali, la storia difetta di ingenuità e di meraviglia rischiando ripetutamente di affogare nella noia e persino di sfiorare il risibile: complice anche la fortuita somiglianza fra Eric Bana e il nostro Francesco Paolantoni. Il problema sta tutto nel fatto che Ang Lee si è sovrapposto al personaggio anziché assecondarne le caratteristiche consolidate, manifestando così poca fedeltà e forse anche poca consuetudine con il fumetto. Hulk comunque non è nuovo a mutazioni: ripercorriamo di seguito la complessa genesi del mito... di Alessandro BencivenniBenché l'attenzione generale di critica e pubblico si sia focalizzata sull'uscita di Matrix Reloaded, il secondo discutibile capitolo della saga dei fratelli Wachowski, un evento cinematografico di pari se non maggiore importanza è da considerarsi l'uscita di Animatrix: una serie di nove cotrometraggi animati concepita e prodotta dagli stessi autori della trilogia. Il primo e più spettacolare capitolo della saga animata è L'ultimo volo dell'Osiris, proiettato nelle sale Warner Village in abbinamento col film L'acchiappasogni. Il regista Andy Jones, già autore di Final Fantasy, ha ulteriormente perfezionato i sofisticatissimi strumenti di computergrafica fotorealistica usato per questo cotrometraggio di 11 minuti, dove il look di Matrix viene esaltato da una tecnologia che gli ha permesso di girare il primo film al 100% in CG, con personaggi che sono esseri umani virtuali con dettagli e movimenti assolutamente realistici.La serie completa degli episodi di Animatrix è invece disponibile da Warner Home Video a partire dal 3 giugno 2003. di Alessandro BencivenniFinalmente ci siamo. La lunga attesa e' stata ben ripagata. E’ in sala dal 23 maggio Cowboy Bebop the Movie, episodio cinematografico della fortunata serie TV ispirata alle avventure di quattro cacciatoridi taglie capeggiati dallo spavaldo Spike Spiegel. Questo “anime” ha rappresentato una vera e propria svolta nel mondo dei Manga, avendo proposto delle nuove figure di eroi che sono in netta antitesi con quelle precedenti. Ed, Spike, Faye e Jet ( i protagonisti della serie) sono infatti dei veri e propri anti-eroi, sempre pronti a scattare e a rischiare la vita, ma solo per denaro. Quattro personaggi molto particolari e diversi tra di loro, in continuo attrito ma uniti della consapevolezza che, per riportare a casa la pelle, non potranno fare a meno l’uno dell’altro. In questo film (apprezabile anche da anche chi non conosce la serie TV) i quattro devono far fronte ad un pericolo di grande attualità: il bioterrorismo. La regia è di Shinichiro Watanabe, autore anche di due episodi dell'attesissimo Animatrix. di Alessandro BencivenniPer il grosso pubblico, i cartoni giapponesi continuano ad essere sinonimo di violenza, scarsa qualità, fredda tecnica industriale. “Sono fatti tutti al computer”, blaterano i più sprovveduti, fraintendendo la vocazione artigianale dell’animazione giapponese e ignorando l’esistenza di immensi capolavori. Responsabile di questo equivoco è in gran parte la maniera insensata con cui i cartoni giapponesi sono stati messi in onda in Italia, snaturando, livellando, confondendo gli originali. E persino quando hanno fatto la loro apparizione i capolavori del massimo artista dell’animazione nipponica, ciò è accaduto in maniera parziale, equivoca e inadeguata. Mi riferisco alle serie e ai film di colui che con un termine riduttivo è soprannominato il Disney giapponese: il dio dell’anime, Hayao Miyazaki. Quelli che in patria si sono rivelati i maggiori incassi cinematografici in assoluto, tali da far impallidire al confronto qualsiasi blockbuster, in occidente sono usciti alla chetichella o non sono apparsi affatto.
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