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ENIGMA
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

ENIGMA
(Id.) di Michael Apted, con Dougray Scott, Kate Winslet, Saffron Burrows, Jeremy Northam.
Distribuzione: Istituto Luce, durata: 117'

LA TRAMA: 1943. Un matematico cerca di decifrare un codice cifrato nazista e inaspettatamente trova l'amore.

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Anche se la lunga ombra del pluridecorato A Beautiful Mind rischia di fargli fare la parte del parente povero, quest'altro film sul mondo dei matematici ha tutti i suoi validi motivi di interesse: già a cominciare dal titolo. Enigma è il nome di un dispositivo, simile ad una macchina da scrivere, che consentiva alle forze armate tedesche, durante la Seconda Guerra Mondiale, di comunicare in sicurezza attraverso un codice cifrato incomprensibile agli Alleati. Per questi ultimi diventò dunque di vitale importanza la decifrazione del codice. Così il governo inglese radunò nella residenza vittoriana di Bletchley Park, rinominata Stazione X, alcuni tra i migliori cervelli del Regno Unito: matematici, linguisti, ingegneri e specialisti dei servizi segreti. Essi riuscirono a spuntarla, decrittando anche una versione ulteriormente perfezionata di Enigma, denominata Squalo. A causa dei rigidissimi protocolli di sicurezza che copersero tutta l'operazione, di tutto ciò non si seppe nulla per decine di anni anche dopo la fine della guerra. Lo scrittore Robert Harris ha romanzato quelle vicende in un best seller, che ha il pregio di sollevare il velo su fatti bellici poco noti: dalle attività segrete di Bletchley Park al massacro di Katyn, una strage di ufficiali polacchi perpetrata dai russi e attribuita per motivi di opportunità politica ai nazisti. Questo adattamento cinematografico di Michael Apted mantiene le caratteristiche di intrigante thriller storico proprie del romanzo e costituisce un più che dignitoso esordio della mitica star Mick Jagger negli inediti panni di produttore cinematografico. Peccato però che film e romanzo nascondano uno scheletro nell'armadio. Nella realtà, infatti, il vero cervello della Stazione X fu il geniale matematico Alan Turing, che mise a punto per l'occasione uno vero e proprio prototipo di computer. Ma Turing era omosessuale e ai suoi veri tormenti esistenziali si è preferito sovrapporre nella finzione narrativa una più convenzionale passione per una bionda lussuriosa. Così, nel film, uno stropicciato Dougary Scott si dibatte fra una fatale ma infida Saffron Burrows e una occhialuta ma fidatissima Kate Winslet. Del povero Turing invece non resta nome né traccia. A ricordarlo silenziosamente ci pensa sulle nostre scrivanie il marchio dei computer Apple. Sì, perché se tutti conoscono il logo dei Mac a forma di mela smozzicata, pochi sanno che si tratta di un omaggio al geniale matematico, che pose fine ai suoi tormentati giorni mangiando una mela nella quale aveva iniettato un veleno letale.

LA BATTUTA: Nei numeri, verità e bellezza sono tutt'uno.

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L'home page del film

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