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KUNG POW
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

KUNG POW
(Id.) di Steve Oedekerk, con Steve Oedekerk, JLung Fai, Teo Lee, Tse Ling Ling.
Distribuzione: FOX, durata: 85'

LA TRAMA: Il Prescelto ingaggia una lotta senza quartiere (e senza senso) contro lo spietato maestro Haiki Mal.

clicca per vedere il poster

Chi non ha sognato da adolescente di immedesimarsi nel protagonista di un film di azione? Ci è riuscito da adulto Steve Oedekerk, complici le nuove possibilità offerte dal cinema digitale. Appassionato dei film di arti marziali di Hong Kong anni '70, del loro stile esagerato, delle loro trame improbabili e della loro musica strampalata, Oedekerk ha riguardato quel cinema unendo all'affetto che nutriva da ragazzo lo spirito satirico e surreale già dimostrato scrivendo film come Il professore matto e Patch Adams e girando Niente da perdere e Ace Ventura – Missione Africa. Dopo aver acquistato i diritti di un film di karate del 1976, Tiger & Crane Fists, Oedekerk ne ha modificato il girato e i dialoghi, mettendo se stesso, con la tecnica digitale, nel vecchio film, doppiando di nuovo i personaggi e girando nuove scene. In Messico ha ricostruito il set del vecchio film, trovato le controfigure per gli attori e integrato la storia con altri personaggi, trame ed effetti speciali. Poi ha mescolato l’originale con il nuovo materiale da lui girato, e il risultato è una pazza commedia mezza vecchia e mezza nuova, che annovera numeri incredibili come il combattimento d'arti marziali di una mucca o un neonato che pratica il kung-fu. Il paradosso è che dispendiosi effetti speciali sono stati usati per peggiorare la qualità del girato, adattandolo agli scadenti standard qualitativi dell'epoca. I tecnici hanno restaurato al meglio il negativo rovinato del film originale, ma molto è rimasto della qualità ‘sabbiosa’, tipica degli anni ’70, della pellicola. Secondo Oedekerk, era fondamentale che il nuovo girato avesse le stesse caratteristiche. « C’è dello stile nei vecchi film di arti marziali», commenta. «Avevano pochi soldi per girare questi film, quindi erano tutti molto grezzi. Luci messe in modo approssimativo, per non parlare delle riprese: in quanto a montare la cinepresa su un dolly, neanche a pensarci. Solo zoomate, please». Questo stile sporco accentua la somiglianza del film con certe parodie e variazioni apocrife di film famosi distribuiti in maniera amatoriale sul Web. Un'altra somiglianza è invece con un film culto di Hong Kong, il mitico Shaolin soccer. Peccato che il gioco di Kung Pow sia piuttosto meccanico e superficiale e manchi della qualità più rara da trovare nelle rivisitazioni ironiche: quella di riuscire ad appassionare e commuovere con gli stessi elementi dei quali ci si fa beffe.

LA BATTUTA: La tua storia mi rende il cuore pesante e la prostata debole.

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L'home page del film

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