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METROPOLIS
(Id.) di Rintaro, storia originale di Osamu Tezuka, sceneggiatura
di Katsuhiro Otomo, colonna sonora di Honda Toshiyuki.
Distribuzione: KeyFilms, durata: 100'
LA
TRAMA: Un ragazzo, un investigatore e un robot si aggirano
in una città gigantesca e dittatoriale alla ricerca di
una misteriosa creatura artificiale.
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Generalmente le serie o i film animati giapponesi prendono spunto
dai fumetti di maggior successo e si rivolgono dunque a un pubblico
che già conosce a menadito la saga: in questo caso si parte
addirittura dall'opera del celeberrimo pioniere Osamu Tezuka,
conosciuto in Giappone come il dio dei manga. Lo spettatore
giapponese va al cinema a vedere una storia già conosciuta
per goderne la trasposizione animata: un po' come un appassionato
melomane va a teatro gustare l'esecuzione di un'opera di cui conosce
a menadito il libretto. Per questo il setup del racconto è
ridotto ai minimi termini, alcuni passaggi narrativi sono dati
per scontati e lo spettatore occidentale si trova proiettato senza
mediazioni nel mezzo di una storia di cui fatica a comprendere
tutti i risvolti. Anche se in questo casoci vengono in aiuto i
riferimenti al capolavoro di Fritz Lang, credo sia utile
per una volta, contrariamente alle abitudini di questa rubrica,
dar conto estesamente della trama, per aiutarci ad apprezzare
un film assolutamente imperdibile, visivamente sontuoso, cromaticamente
strepitoso, musicalmente formidabile: un film insomma che, nonostante
qualche difetto (il tema ormai abusato delle macchine senzienti,
il contrasto eccessivo fra lo stile dei personaggi e quello degli
sfondi) va considerato comunque una pietra miliare nel mondo degli
anime.
In
un prossimo futuro, la gigantesca e multistratificata città
chiamata Metropolis ha ormai raggiunto il proprio apice
di prosperità grazie al completamento della Ziggurat,
titanica costruzione ipertecnologica costruita dall'ambizioso
Duca Red, carismatica quanto ambiziosa personalità
locale.
All'ombra del progresso e della scintillante commemorazione della
Ziggurat, si alimenta però un sempre più violento
attrito sociale. Gli umili lavoratori del primo livello sotterraneo,
noto come Zona-1, tramano la rivoluzione nei confronti
dei ricchi abitanti della superficie, in un panorama di malcontento
aggravato anche dalla spinosa questione dell'integrazione sociale
tra lavoratoti umani e robot, problema ben noto e già responsabile
dell'istituzione del corpo speciale di polizia detto Marduk,
incaricato di eliminare gli androidi fuori controllo e fondato
e controllato dallo stesso Duca Red.
Singolari attori a muoversi sul palcoscenico di Metropolis sono
il detective giapponese Shunsaku Ban e il suo giovane nipote,
il giovane Ken'ichi, alla ricerca del latitante dottor
Laughton, ricercato per i suoi ben noti crimini scientifici
contro l'umanità e ora occultatosi tra le mille ombre di
Metropolis.
Dietro agli esperimenti del folle quanto geniale dottor Laughton
è in effetti lo stesso Duca Red, che nel più assoluto
segreto ha incaricato l'anziano scienziato della costruzione di
un avanzatissimo androide dalle fattezze femminili, simulacro
della sua defunta figlia e futura divinità destinata a
sedere sul trono della Ziggurat, in realtà tremendo armamento
creato per soggiogare il mondo e istituire un nuovo ordine.
Assistiti dal robot investigatore Pero, Ken'ichi e suo
zio riescono a localizzare il laboratorio segreto di Laughton
soltanto per vederlo crollare tra fiamme e esplosioni. Artefice
della distruzione è Rock, primo tra i Marduk, glaciale
quanto determinato servitore del Duca Red, da lui idolatrato come
figura paterna al punto da portare all'eliminazione di chiunque
offuscarne la luce e il potere. A scampare al fuoco sono però
la piccola androide, che insieme a Ken'ichi precipita suo malgrado
nei più bassi livelli urbani di Metropolis, e il diario
del dottor Laughton, fortuitamente recuperato dallo stesso Ban
Shunsaku.
Mentre nei livelli alti si agitano sempre più spregiudicate
le sommosse politiche per la conquista del potere, nei bassifondi
Ken'ichi e la piccola robot, identificatasi infine come Tima,
iniziano la loro odissea per tornare alla luce, sempre cacciati
dall'implacabile Rock, guidato dalla sua folle smania di protezione
del padre e per questo determinato all'eliminazione di Tima. Ignara
del mondo, della propria natura, del proprio destino, la piccola
androide trova così in Ken'ichi il primo amico di un'esistenza
sino ad allora del tutto artificiale.
Giunti infine alla luce del sole, tra i fuochi di una rivoluzione
sociale cinicamente strumentalizzata dai governanti per i propri
giochi, Ken'ichi e Tima vengono quindi catturati dal Duca Red,
orami pronto a porre la riproduzione robotica della figlia sul
trono della Ziggurat e del mondo.
Ma la scoperta della propria natura di androide, insieme alla
connessione diretta alla rete informatica globale cui era destinata,
cambiano Tima in una fredda divinità decisa allo sterminio
della razza umana, giudicata ormai inutile e rea dello sfruttamento
dei robot. Sarà solo il coraggio è l'affetto del
piccolo Ken'ichi a strappare Tima al suo cibernetico delirio di
onnipotenza, senza però riuscire a salvarla da una triste
morte, tra le macerie della Ziggurat ormai travolta dalla furia
degli dei, come l'antica Torre di Babele suo modello. Scampato
alla distruzione, ma addolorato per la morte della sua amica,
Ken'ichi decide infine di fermarsi a Metropolis, fondando la «Compagnia
Robotica Ken'ichi e Tima» per promuovere l'integrazione
tra uomini e macchine. E così, al tramonto di una nuova
tragedia e all'alba di un nuovo giorno, Metropolis ha trovato
un nuovo cittadino, forse una nuova speranza. [keyfilms]
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LA BATTUTA: Gli esseri umani diventano sempre
meno necessari!
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