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METROPOLIS
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

METROPOLIS
(Id.) di Rintaro, storia originale di Osamu Tezuka, sceneggiatura di Katsuhiro Otomo, colonna sonora di Honda Toshiyuki.
Distribuzione: KeyFilms, durata: 100'

LA TRAMA: Un ragazzo, un investigatore e un robot si aggirano in una città gigantesca e dittatoriale alla ricerca di una misteriosa creatura artificiale.

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Generalmente le serie o i film animati giapponesi prendono spunto dai fumetti di maggior successo e si rivolgono dunque a un pubblico che già conosce a menadito la saga: in questo caso si parte addirittura dall'opera del celeberrimo pioniere Osamu Tezuka, conosciuto in Giappone come il dio dei manga. Lo spettatore giapponese va al cinema a vedere una storia già conosciuta per goderne la trasposizione animata: un po' come un appassionato melomane va a teatro gustare l'esecuzione di un'opera di cui conosce a menadito il libretto. Per questo il setup del racconto è ridotto ai minimi termini, alcuni passaggi narrativi sono dati per scontati e lo spettatore occidentale si trova proiettato senza mediazioni nel mezzo di una storia di cui fatica a comprendere tutti i risvolti. Anche se in questo casoci vengono in aiuto i riferimenti al capolavoro di Fritz Lang, credo sia utile per una volta, contrariamente alle abitudini di questa rubrica, dar conto estesamente della trama, per aiutarci ad apprezzare un film assolutamente imperdibile, visivamente sontuoso, cromaticamente strepitoso, musicalmente formidabile: un film insomma che, nonostante qualche difetto (il tema ormai abusato delle macchine senzienti, il contrasto eccessivo fra lo stile dei personaggi e quello degli sfondi) va considerato comunque una pietra miliare nel mondo degli anime.

In un prossimo futuro, la gigantesca e multistratificata città chiamata Metropolis ha ormai raggiunto il proprio apice di prosperità grazie al completamento della Ziggurat, titanica costruzione ipertecnologica costruita dall'ambizioso Duca Red, carismatica quanto ambiziosa personalità locale.
All'ombra del progresso e della scintillante commemorazione della Ziggurat, si alimenta però un sempre più violento attrito sociale. Gli umili lavoratori del primo livello sotterraneo, noto come Zona-1, tramano la rivoluzione nei confronti dei ricchi abitanti della superficie, in un panorama di malcontento aggravato anche dalla spinosa questione dell'integrazione sociale tra lavoratoti umani e robot, problema ben noto e già responsabile dell'istituzione del corpo speciale di polizia detto Marduk, incaricato di eliminare gli androidi fuori controllo e fondato e controllato dallo stesso Duca Red.
Singolari attori a muoversi sul palcoscenico di Metropolis sono il detective giapponese Shunsaku Ban e il suo giovane nipote, il giovane Ken'ichi, alla ricerca del latitante dottor Laughton, ricercato per i suoi ben noti crimini scientifici contro l'umanità e ora occultatosi tra le mille ombre di Metropolis.
Dietro agli esperimenti del folle quanto geniale dottor Laughton è in effetti lo stesso Duca Red, che nel più assoluto segreto ha incaricato l'anziano scienziato della costruzione di un avanzatissimo androide dalle fattezze femminili, simulacro della sua defunta figlia e futura divinità destinata a sedere sul trono della Ziggurat, in realtà tremendo armamento creato per soggiogare il mondo e istituire un nuovo ordine.
Assistiti dal robot investigatore Pero, Ken'ichi e suo zio riescono a localizzare il laboratorio segreto di Laughton soltanto per vederlo crollare tra fiamme e esplosioni. Artefice della distruzione è Rock, primo tra i Marduk, glaciale quanto determinato servitore del Duca Red, da lui idolatrato come figura paterna al punto da portare all'eliminazione di chiunque offuscarne la luce e il potere. A scampare al fuoco sono però la piccola androide, che insieme a Ken'ichi precipita suo malgrado nei più bassi livelli urbani di Metropolis, e il diario del dottor Laughton, fortuitamente recuperato dallo stesso Ban Shunsaku.
Mentre nei livelli alti si agitano sempre più spregiudicate le sommosse politiche per la conquista del potere, nei bassifondi Ken'ichi e la piccola robot, identificatasi infine come Tima, iniziano la loro odissea per tornare alla luce, sempre cacciati dall'implacabile Rock, guidato dalla sua folle smania di protezione del padre e per questo determinato all'eliminazione di Tima. Ignara del mondo, della propria natura, del proprio destino, la piccola androide trova così in Ken'ichi il primo amico di un'esistenza sino ad allora del tutto artificiale.
Giunti infine alla luce del sole, tra i fuochi di una rivoluzione sociale cinicamente strumentalizzata dai governanti per i propri giochi, Ken'ichi e Tima vengono quindi catturati dal Duca Red, orami pronto a porre la riproduzione robotica della figlia sul trono della Ziggurat e del mondo.
Ma la scoperta della propria natura di androide, insieme alla connessione diretta alla rete informatica globale cui era destinata, cambiano Tima in una fredda divinità decisa allo sterminio della razza umana, giudicata ormai inutile e rea dello sfruttamento dei robot. Sarà solo il coraggio è l'affetto del piccolo Ken'ichi a strappare Tima al suo cibernetico delirio di onnipotenza, senza però riuscire a salvarla da una triste morte, tra le macerie della Ziggurat ormai travolta dalla furia degli dei, come l'antica Torre di Babele suo modello. Scampato alla distruzione, ma addolorato per la morte della sua amica, Ken'ichi decide infine di fermarsi a Metropolis, fondando la «Compagnia Robotica Ken'ichi e Tima» per promuovere l'integrazione tra uomini e macchine. E così, al tramonto di una nuova tragedia e all'alba di un nuovo giorno, Metropolis ha trovato un nuovo cittadino, forse una nuova speranza. [keyfilms]

LA BATTUTA: Gli esseri umani diventano sempre meno necessari!

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