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MONSTERS
& CO.
(Monsters, Inc.) di Pete Docter, con le voci italiane di Adalberto
Maria Merli, Tonino Accolla, Daniele Formica, Loretta Goggi, Marina
Massironi.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 91'
LA
TRAMA: Una bambina entra nel mondo proibito di Mostropoli,
abitato da una folla di mostri d' ogni forma e dimensione.
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Il grande precursore è l'urlo di E.T. Nella celeberrima
scena in cui l'alieno e il bambino si terrorizzano a vicenda c'è
infatti lo spunto di questo film: l'idea che che i mostri che
spaventano i bambini siano a loro volta terrorizzati dai pargoli.
Le porte dei ripostigli e degli armadi diventano la fatidica soglia
che nella mitologia e nella favola separa il mondo ordinario da
quello straordinario: in questo caso ci porta a Mostropoli, città
popolata da creature del terrore che si rivelano una sorta di
operai dell'inconscio. In tutto simili a giocattoli, questi dilettevoli
mostri alimentano i terrori infantili per trarre a loro volta
energia dalle grida dei bambini. Il set-up del film, che deve
illustrare queste articolate premesse, è un po' lungo e
la storia stenta a decollare, ma poi tutto è all'altezza
dei migliori cartoni della Pixar, la mitica società di
John Lasseter. Il film segna il debutto come regista di
Peter Docter, che è stato supervisore delle animazioni
e uno degli sceneggiatori di Toy Story. La formula vincente
di quel film (ossia descrivere l'universo infantile come un mondo
parallelo) si rinnova con molte divertenti varianti: una delle
idee più belle è che ciascun bambino sia segretamente
abbinato al suo mostro ideale. Monsters & Co. è
al tempo stesso una metafora sui terrori dell'infanzia e una parodia
dell'industria dello spettacolo: grazie a un sofisticato senso
dell'umorismo, si conferma e si affina la capacità del
grande cinema di animazione di offrirsi a diversi livelli di lettura,
risultando godibile per tutte le fasce d'età. Come sempre
succede nel campo in costante evoluzione della computergrafica,
anche i progressi tecnici sono rilevantissimi, soprattutto nella
simulazione dei vestiti e dei peli: tanto che la Pixar ha brevettato
le nuove tecnologie utilizzate e non ne ha ancora reso pubblica
la documentazione tecnica. «Tuttavia», ci tiene a
sottolineare Docter, «non siamo mai partiti dicendo: nessuno
ha mai mostrato l'animazione delle pellicce, cerchiamo una storia
che ci permetta di farlo. In Monsters & Co. ci serviva
di visualizzare le pellicce ed abbiamo cercato il modo migliore.
Il futuro della tecnica si svilupperà nella direzione che
decideranno le storie». La supremazia della storia si rivela
ancora una volta l'arma vincente della Pixar e il film, osannato
in America dalla critica e dal pubblico, parte in pole-position
nella nuova categoria degli Oscar dedicata al cinema d'animazione.
Monsters & Co. dovrà battersi testa a testa
con Shrek: e sarà guerra tra mostri.
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LA BATTUTA: Non c'è niente di più
tossico e letale di un cucciolo umano!
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