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MONSTERS & CO.
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

MONSTERS & CO.
(Monsters, Inc.) di Pete Docter, con le voci italiane di Adalberto Maria Merli, Tonino Accolla, Daniele Formica, Loretta Goggi, Marina Massironi.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 91'

LA TRAMA: Una bambina entra nel mondo proibito di Mostropoli, abitato da una folla di mostri d' ogni forma e dimensione.

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Il grande precursore è l'urlo di E.T. Nella celeberrima scena in cui l'alieno e il bambino si terrorizzano a vicenda c'è infatti lo spunto di questo film: l'idea che che i mostri che spaventano i bambini siano a loro volta terrorizzati dai pargoli. Le porte dei ripostigli e degli armadi diventano la fatidica soglia che nella mitologia e nella favola separa il mondo ordinario da quello straordinario: in questo caso ci porta a Mostropoli, città popolata da creature del terrore che si rivelano una sorta di operai dell'inconscio. In tutto simili a giocattoli, questi dilettevoli mostri alimentano i terrori infantili per trarre a loro volta energia dalle grida dei bambini. Il set-up del film, che deve illustrare queste articolate premesse, è un po' lungo e la storia stenta a decollare, ma poi tutto è all'altezza dei migliori cartoni della Pixar, la mitica società di John Lasseter. Il film segna il debutto come regista di Peter Docter, che è stato supervisore delle animazioni e uno degli sceneggiatori di Toy Story. La formula vincente di quel film (ossia descrivere l'universo infantile come un mondo parallelo) si rinnova con molte divertenti varianti: una delle idee più belle è che ciascun bambino sia segretamente abbinato al suo mostro ideale. Monsters & Co. è al tempo stesso una metafora sui terrori dell'infanzia e una parodia dell'industria dello spettacolo: grazie a un sofisticato senso dell'umorismo, si conferma e si affina la capacità del grande cinema di animazione di offrirsi a diversi livelli di lettura, risultando godibile per tutte le fasce d'età. Come sempre succede nel campo in costante evoluzione della computergrafica, anche i progressi tecnici sono rilevantissimi, soprattutto nella simulazione dei vestiti e dei peli: tanto che la Pixar ha brevettato le nuove tecnologie utilizzate e non ne ha ancora reso pubblica la documentazione tecnica. «Tuttavia», ci tiene a sottolineare Docter, «non siamo mai partiti dicendo: nessuno ha mai mostrato l'animazione delle pellicce, cerchiamo una storia che ci permetta di farlo. In Monsters & Co. ci serviva di visualizzare le pellicce ed abbiamo cercato il modo migliore. Il futuro della tecnica si svilupperà nella direzione che decideranno le storie». La supremazia della storia si rivela ancora una volta l'arma vincente della Pixar e il film, osannato in America dalla critica e dal pubblico, parte in pole-position nella nuova categoria degli Oscar dedicata al cinema d'animazione. Monsters & Co. dovrà battersi testa a testa con Shrek: e sarà guerra tra mostri.

LA BATTUTA: Non c'è niente di più tossico e letale di un cucciolo umano!

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L'home page del film
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