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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

RAT RACE
(Id.) di Jerry Zucker, con Whoopy Goldberg, John Cleese, Cuba Gooding Jr., Rowan Atkinson.
Distribuzione: Eagle Pictures, durata: 120'

LA TRAMA: Un miliardario eccentrico scatena per scommessa una corsa senza esclusione di colpi fra sei concorrenti.

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Dopo aver firmato coi suoi complici alcune pietre miliari della comicità demenziale (da L'aereo più pazzo del mondo alla serie di Una pallottola spuntata) il regista Jerry Zucker si era spostato negli ultimi anni su un versante decisamente più drammatico, concedendosi al massimo alla commedia sentimentale. A dirottarlo nuovamente verso la comicità scatenata e sopra le righe ci hanno pensato i produttori della Paramount, interessati a resuscitare un genere molto in voga negli anni Sessanta: quello della commedia corale ad inseguimenti. Il capolavoro indiscusso di questo filone è il crudele apologo di Stanley Kramer sull'avidità umana intitolato Questo pazzo, pazzo, pazzo mondo. Zucker si è accostato allo stesso tema con meno cattiveria, cedendo alla tentazione di un finale buonista. Ma in compenso ha disseminato il percorso della sua folle corsa all'oro di feroci macchiette. Aggiornando il bestiario di mostri immaginato a suo tempo da Kramer, Zucker ha disegnato con lo sceneggiatore Andy Breckman una galleria di sfigati, disposti a tutto pur di cogliere l'occasione di risollevare il proprio destino: c'è una madre (Whoopy Goldberg) che rincontra la figlia dopo una vita, due fratelli mascalzoni che al contrario non si separano mai, un arbitro di baseball minacciato di linciaggio dai tifosi, un europeo fuori di testa affetto da narcolessia (Rowan Atkinson), un avvocato integerrimo che prende gusto a trasgredire la legge e una famiglia ebrea che il destino beffardo mette al volante della Mercedes di Hitler. A muovere i fili dietro le quinte, un gruppo di miliardari eccentrici disposti a scommettere su tutto e capeggiati da un irresistibile John Cleese in dentiera e parrucchino. Al pari dei loro personaggi, anche gli attori si sfidano senza esclusione di colpi, rubandosi la scena l'un l'altro: ne nasce una divertente bagarre, nella quale delude solo il premio Oscar Cuba Gooding Jr., poco a suo agio nello slapstick. Meglio di lui recita il deserto fra il Nevada, l'Arizona e il Nuovo Messico, che con la sua aridità fa da adeguato scenario a una sfida comicamente spietata. E poi, naturalmente, gag a rotta di collo, che è meglio non anticipare per non sciupare il divertimento. Per noi italiani un solo motivo di perplessità: Rowan Atkinsons spacciato appunto per un improbabile italiano chiamato Pollini. Consapevoli di ciò, al doppiaggio ci hanno messo una pezza cambiandogli nome.

LA BATTUTA: Le cose buone richiedono tempo, quelle fantastiche avvengono in un lampo!

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