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SPIDER-MAN
(Id.) di Sam Raimi, con Tobey Maguire, Willem Dafoe, Kirsten Dunst,
James Franco, Cliff Robertson.
Distribuzione: Columbia, durata: 121'
LA
TRAMA: Un ragazzo imbranato viene punto da un ragno mutante
e ne assume gli straordinari poteri.
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L'Uomo Ragno nasce nel 1962 dalla fantasia del mitico Stan
Lee, che crea così il suo ennesimo eroe problematico
per la Marvel. Il successo straordinario del personaggio garantisce
la longevità della saga, che subisce negli anni Ottanta
una drastica svolta in chiave visionaria e dark da parte di Todd
Mc Farlane e nel 1998 un discusso restyling ad opera di un'altra
celebre matita, quella di John Byrne. Gli autori di questo
esemplare adattamento cinematografico hanno preferito però
ritornare allo spirito originale delle storie classiche di Lee:
il risultato è uno dei migliori esempi di trasposizione
cinematografica di un fumetto. Si comincia subito bene, con dei
suggestivi titoli di testa. Poi il film di Sam Raimi si
caratterizza per una finezza di racconto e un approfondimento
psicologico che lo differenzia da qualsiasi banale action-movie.
Come in tutte le migliori storie fantastiche, la base della storia
è realistica e prende le mosse da quelle repentine trasformazioni
fisiche e quelle sconvolgenti tempeste ormonali che sono caratteristiche
dell'adolescenza. Sebbene adolescente non lo sia più, Tobey
Maguire è tuttavia perfetto, con la sua faccia da ragazzino
intelligente e imbranato, a impersonare la doppia dimensione psicologica
del personaggio: supereroe da un lato, disadattato dall'altro.
E non è da meno Willem Dafoe nell'interpretare l'antagonista
schizofrenico Goblin. Onnipotenza e impotenza, eccezionalità
e mostruosità: due estremi che sono tipici della linea
d'ombra fra giovinezza e maturità, ma anche della linea
editoriale della Marvel, fedele alla formula supereroi con
superproblemi. Lo sceneggiatore David Koepp ha fatto
miracoli nel condensare in due ore molti capitoli della saga e
le poche libertà che si è concesso credo meritino
la tolleranza dei fan. «Ero sinceramente preoccupato perché
lavorare su Spiderman è un po' come camminare su un terreno
sacro, per me e per tutti i lettori e i fan che lo hanno seguito
in questi 40 anni», ha confessato il regista. «Sentivo
di essermi accollato una tremenda responsabilità, così
per catturare il vero spirito e l'essenza di Spiderman mi sono
concentrato sugli aspetti del personaggio che sentivo fondamentali.
Io credo che la forza di Spiderman risieda nel fatto che sia una
persona vera, come uno di noi». Insomma, ecco svelato il
segreto: l'Uomo Ragno piace perché è un superuomo
comune.
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LA BATTUTA: L'unica cosa che la gente ama più
di un eroe è vederlo morire combattendo.
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