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I
TENENBAUM
(Royal Tenenbaum) di Wes Anderson, con Danny Glover, Gene Hackman,
Anjelica Huston, Bill Murray, Gwyneth Paltrow, Ben Stiller, Luke
Wilson, Owen Wilson.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 108'
LA
TRAMA: Il padre di una catastrofica famiglia di geni falliti
cerca di recuparere in extremis l'affetto dei figli.
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Il brullo panorama dei vari medici in famiglia e delle altre desolanti
fiction televisive invoca a giustificazione della propria piattezza
il principio che lo spettatore ama identificarsi in una rassicurante
banalità che gli assomiglia. Se così fosse non ci
sarebbe pubblico per questo film, che fa dell'eccentricità
la propria bandiera e che ritrae una famiglia di ex-ragazzi prodigio
nei quali in teoria sarebbero ben pochi a potersi rispecchiare.
Invece I Tenenbaum è piaciuto, e molto. Il suo segreto
sta nel saper unire quotidianità e bizzarria, sentimento
e crudeltà: qualcuno ha definito il film un misto di Frank
Capra e David Lynch, ed in effetti lo si potrebbe battezzare
L'eterna illusione del
nuovo millennio. A scrivere lo splendido copione è la coppia
di amici formata dal regista Wes Anderson e dall'attore
Owen Wilson. Entrambi di famiglie speciali se ne intendono:
quella degli Anderson contempla una madre archeologa e un fratello
artista; quella dei Wilson annovera vari scrittori e il fratello
di Owen è l'ottimo attore Luke Wilson, anch'egli
nel cast. I due autori sono accomunati da un raro senso dell'ironia
e da una raffinata cultura letteraria che cosparge il copione
di riferimenti alla storia letteraria newyorchese e al mondo della
rivista New Yorker. Tutto molto speciale, dunque, in una
storia che racconta una famiglia agli antipodi della normalità:
«Abbiamo avuto l'idea di questa famiglia di geni»,
dice il regista, «in cui ogni membro possedeva doti eccezionali
in un ambito particolare. Tuttavia, la loro vita familiare era
tanto insopportabile da farne degli adulti incapaci di affrontare
tutti quei problemi che la maggior parte delle persone sanno risolvere».
Eppure, personaggi e situazioni volutamente sopra le righe ci
appaiono via via sempre più prossimi: non c'è infatti
bisogno di essere dei geni per comprendere sentimenti come l'inadeguatezza,
la frustrazione di deludere le aspettative di chi ci ama, il desiderio
di rimediare agli errori commessi nei nostri legami affettivi.
Così il miracolo si compie e al sarcasmo comincia a sovrapporsi
l'emozione, fino ad uno straordinario finale che riesce ad essere
riconciliatorio senza mai diventare stucchevole. Catalizzatore
di tanta ricchezza drammatica è il protagonista interpretato
da Gene Hackman, col suo misto di dolcezza e cattiveria,
generosità e puttaneria mescolate insieme. Un ritratto
di famiglia che finalmente tratta i sentimenti senza cadere nei
luoghi comuni e affronta temi scabrosi con leggerezza: e se in
un film distribuito dalla Disney si parla di droga, suicidio ed
incesto è segno che anche nel cinema per famiglie i tempi
sono davvero cambiati.
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LA BATTUTA: Lo so che tutti mi hanno sempre
considerato uno stronzo: è il mio stile.
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