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VANILLA SKY
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

VANILLA SKY
(Id.) di Cameron Crowe, con Tom Cruise, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Kurt Russell, Jason Lee, Noah Taylor.
Distribuzione: UIP, durata: 120'

LA TRAMA: Vittima di un grave incidente, un uomo di successo perde di colpo bellezza, amore, libertà. E non solo.

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Attenzione. Poiché è impossibile parlare compiutamente di questo film senza anticipare almeno in parte alcune cruciali svolte narrative che riguardano gli sviluppi conclusivi della vicenda, se non volete sciuparvi la sorpresa finale, evitate di andare oltre. E magari tornate a leggere la recensione del film dopo che l'avrete visto. Così, nel frattempo, forse avrete trovato anche la risposta a un quesito per noi rimasto insoluto: come si fa a preferire Penelope Cruz a Cameron Diaz? Insomma, chi supera la linea di demarcazione sottostante non si lamenti: era stato avvertito ...


Quando uscì in Italia Apri gli occhi, il preveggente Ermanno Comuzio scrisse che «per rigore di concezione, di sceneggiatura, di realizzazione, potrebbe essere un film hollywoodiano di serie A». Eccolo ora accontentato. Vanilla Sky è infatti il fedele remake a stelle e strisce di quel thriller romantico diretto nel 1997 dallo spagnolo Alejandro Amenábar, il regista di The Others. E l'assunto è lo stesso di quest'ultimo film: ossia che la morte è uno stato mentale, un trapasso psicologico oltre che fisico, che richiede la difficile e sofferta acquisizione di un nuovo grado di consapevolezza. Può sembrare un concetto un po' astruso e filosofico, eppure negli ultimi anni il cinema lo ha riproposto spettacolarmente in molte varianti, che vanno da Una pura formalità di Tornatore a Il sesto senso. In tutti questi casi, l'ipotesi che suffraga la vicenda e ne chiarisce i misteri si svela solo nel finale: di qui la necessità di spiazzare fino all'ultimo lo spettatore e di imbrogliare le carte. Gli stratagemmi usati a questo scopo in Vanilla Sky sono piuttosto farraginosi: c'è una teoria cospiratoria che si trascina nel nulla, c'è una sovrapposizione fra le due figure femminili che si alternano in maniera talmente arbitraria da risultare incomprensibili e irritanti, c'è un vaniloquente Tom Cruise mascherato che blatera nella notte come un grottesco Giano Bifronte ubriaco. Peccato, perché il film si apre con una sequenza onirica e promettente, nella quale il protagonista si si ritrova solo in una New York deserta e si accorge di essere rimasto solo al mondo: una sequenza di grande effetto, per la quale la produzione ha ottenuto per la prima volta dalla città il permesso di chiudere Time Square al pubblico per una domenica mattina, in modo da poter effettuare queste eccezionali riprese. Il resto si impantana via via in una crescente magniloquenza. Così, paradossalmente, in questa grande produzione hollywoodiana, le cose più belle finiscono per essere degli elementi secondari, che mostrano però il tocco personale del regista Cameron Crowe, musicofilo e collezionista. «Vanilla Sky è un viaggio attraverso la cultura pop», spiega il regista. «Uno dei temi secondari del film è infatti il modo in cui questa cultura influenza le nostre esistenze diventando per noi un modello di vita al quale aspirare». Il film infatti trabocca di riferimenti esemplari alla cultura pop contemporanea: dalle pubblicità ai fotogrammi di film di culto, da riproduzioni di opere d'arte alle copertine di dischi famosi. Altro elemento molto efficace, è appunto la musica. Ci sono canzoni dei Radiohead, dei REM, dei Sigur Ros e di Paul McCartney «La musica è una componente molto importante della mia vita. Spesso è la scintilla che mi spinge a fare un film», spiega ancora Crowe. «Molte volte comincia tutto con una canzone. Nel caso di Vanilla Sky, è stata una canzone intitolata By Way of Sorrow, di una grande artista poco conosciuta di nome Julie Miller. L'abbiamo ascoltata molto spesso sul set e ha cambiato il nostro modo di lavorare. Ha persino cambiato il modo di recitare degli attori». Compreso quello di Tom Cruise che - con e senza maschera, bello o sfregiato - ha il suo da fare per non perdere la faccia.

LA BATTUTA: Quando fai l'amore con qualcuno, il tuo corpo fa una promessa...

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