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LA
CITTA' INCANTATA
(Sen to Chihiro no Kamikakushi – Spirited Away) Una produzione:
STUDIO GHIBLI; Storia e sceneggiatura originali: HAYAO MIYAZAKI;
Musiche di: JOE HISAISHI; Canzoni eseguite da: YOUMI KIMURA; Prodotto
da: TOSHIO SUZUKI.
Distribuzione: Mikado, durata: 122'
LA
TRAMA: Una bambina entra in un bagno termale frequentato da
spiriti misteriosi e lotta per restituire la forma umana ai genitori,
trasformati in maiali da un incantesimo.
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Per il grosso pubblico, i cartoni giapponesi continuano ad essere
sinonimo di violenza, scarsa qualità, fredda tecnica industriale.
“Sono fatti tutti al computer”, blaterano i più
sprovveduti, fraintendendo la vocazione artigianale dell’animazione
giapponese e ignorando l’esistenza di immensi capolavori.
Responsabile di questo equivoco è in gran parte la maniera
insensata con cui i cartoni giapponesi sono stati messi in onda
in Italia, snaturando, livellando, confondendo gli originali.
E persino quando hanno fatto la loro apparizione i capolavori
del massimo artista dell’animazione nipponica, ciò
è accaduto in maniera parziale, equivoca e inadeguata.
Mi riferisco alle serie e ai film di colui che con un termine
riduttivo è soprannominato il Disney giapponese: il dio
dell’anime, Hayao Miyazaki. Quelli che
in patria si sono rivelati i maggiori incassi cinematografici
in assoluto, tali da far impallidire al confronto qualsiasi blockbuster,
in occidente sono usciti alla chetichella o non sono apparsi affatto.
Ma finalmente, per merito della Mikado, lo splendido
Spirited Away, già Ordo d'Oro a Berlino
202 e Oscar per l'animazione 2003, esce sugli schermi italiani
col titolo La città incantata. Insieme
a La Principessa Mononoke è il film più
articolato e complesso del maestro giapponese: affonda le radici
nel suo inconscio e nel suo immaginario, dal quale scaturiscono
visioni splendide e misteriose, fra le quali troneggia quella
memorabile di un treno che viaggia in una sconfinata, amniotica
distesa d’acqua: un oceano di tristezza che si trasforma
in fonte di vita. La città incantata offre
molteplici e sottili chiavi di lettura. Dopo la lotta alla guerra,
al consumismo e all’inquinamento, il regista affacciandosi
nel terzo millennio apre una nuova frontiera: quella contro la
globalizzazione culturale. Miyazaki cerca di recuperare il senso
dell’affabulazione e dell’identità culturale
del suo paese, creando una mitologia fantastica, nella quale i
fantasmi della tradizione sono filtrati attraverso quelli dell’inconscio,
metabolizzati attraverso i ricordi personali, associati con gli
elementi concreti dell’esperienza contemporanea. La
città incantata mette in evidenza le fertili contraddizioni
di un regista diviso fra pessimismo e speranza, tradizione e modernità,
oriente e occidente: l’opera riassuntiva di un autore che
con felice espressione è stato definito «un po’
ultimo imperatore e un po’ piccolo principe».
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LA BATTUTA: Puzzi di umano!
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