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ACCORDI
E DISACCORDI
(Sweet
and Lowdown) di Woody Allen, con Sean Penn, Gretchen Mol, Samantha
Morton, Uma Thurman.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 95'
LA
TRAMA: La biografia immaginaria di Emmet Ray, chitarrista
jazz degli Anni Trenta.
La scuola, le enciclopedie, i musei, le lapidi e i busti di marmo
si prodigano per farci credere che gli artisti siano figure ammirevoli
e rispettabili. In realtà, l'Etica e l'Estetica tendono
ad andare poco d'accordo e raramente i grandi artisti sono stati
anche dei grandi uomini. E' un tema al quale Woody Allen è
diventato particolarmente sensibile, dopo che le vicissitudini
sentimentali che lo hanno portato a sposare la figliastra, ne
hanno fatto per molti una figura molto discutibile dal punto di
vista morale. Allen si è difeso con le armi dell'ironia,
dipingendo prima la figura di un commediografo-gangster in «Pallottole
su Broadway» ed ora quella di un grande musicista, che però
è anche meschino, volgare, bugiardo, ladro e ruffiano.
Come alter-ego, Allen ha scelto una figura immaginaria, artificio
già utilizzato in «Zelig» e «Brodway
Danny Rose». Ma se il suo chitarrista Emmet Ray non è
mai esistito, in un certo senso avrebbe potuto esistere: essendo
molto simile ad alcune figure di jazzisti che lo stesso Allen
ebbe modo di conoscere nella Chicago della sua giovinezza. E'
esistito invece Django Reinhardt, il grande chitarrista di origine
gitana che nel film funge da inarrivabile modello e frustrante
pietra di paragone per il protagonista. Così il film si
trasforma in qualche modo da immaginario in reale, diventando
un omaggio a quell'epoca del jazz e a quel genere di musica che
Allen ha sempre amato e frequentato, sia da grande regista che
da modesto musicista dilettante. Persino la discografia immaginaria
di Emmet Ray prende magicamente corpo nel film, che ci fa ascoltare
qualcosa dei sei presunti titoli incisi da Ray per l'etichetta
RCA Victor: I'll See You In My Dreams, My Melancholy Baby,
I'm Forever Blowing Bubbles, Exactly Like You, Unfaithful Woman,
e Dancing In The Dark. E non è questa la sola
magia: il gioco di prestigio più mirabolante è quello
che consente ad Allen di processarsi e autoassolversi. E' vero
infatti che il suo alter-ego (interpretato da uno straordinario
Sean Penn) è meschino e riprovevole, ma nessuno nella giuria
popolare costituita dal pubblico in sala si sognerebbe mai di
condannarlo, tanto è ridicolo e profondamente patetico.
Questi sono gli effimeri splendori e le molte miserie degli artisti
- potrebbe suonare l'arringa difensiva di Woody Allen - e comunque,
datando la vicenda in una nostalgica atmosfera di tanti anni fa,
di qualsiasi reato si tratti, ormai è prescrizione.
LA BATTUTA: Nessun
genio vale tanti mal di cuore.
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