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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

ACCORDI E DISACCORDI
(Sweet and Lowdown) di Woody Allen, con Sean Penn, Gretchen Mol, Samantha Morton, Uma Thurman.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 95'

LA TRAMA: La biografia immaginaria di Emmet Ray, chitarrista jazz degli Anni Trenta.

Il poster La scuola, le enciclopedie, i musei, le lapidi e i busti di marmo si prodigano per farci credere che gli artisti siano figure ammirevoli e rispettabili. In realtà, l'Etica e l'Estetica tendono ad andare poco d'accordo e raramente i grandi artisti sono stati anche dei grandi uomini. E' un tema al quale Woody Allen è diventato particolarmente sensibile, dopo che le vicissitudini sentimentali che lo hanno portato a sposare la figliastra, ne hanno fatto per molti una figura molto discutibile dal punto di vista morale. Allen si è difeso con le armi dell'ironia, dipingendo prima la figura di un commediografo-gangster in «Pallottole su Broadway» ed ora quella di un grande musicista, che però è anche meschino, volgare, bugiardo, ladro e ruffiano. Come alter-ego, Allen ha scelto una figura immaginaria, artificio già utilizzato in «Zelig» e «Brodway Danny Rose». Ma se il suo chitarrista Emmet Ray non è mai esistito, in un certo senso avrebbe potuto esistere: essendo molto simile ad alcune figure di jazzisti che lo stesso Allen ebbe modo di conoscere nella Chicago della sua giovinezza. E' esistito invece Django Reinhardt, il grande chitarrista di origine gitana che nel film funge da inarrivabile modello e frustrante pietra di paragone per il protagonista. Così il film si trasforma in qualche modo da immaginario in reale, diventando un omaggio a quell'epoca del jazz e a quel genere di musica che Allen ha sempre amato e frequentato, sia da grande regista che da modesto musicista dilettante. Persino la discografia immaginaria di Emmet Ray prende magicamente corpo nel film, che ci fa ascoltare qualcosa dei sei presunti titoli incisi da Ray per l'etichetta RCA Victor: I'll See You In My Dreams, My Melancholy Baby, I'm Forever Blowing Bubbles, Exactly Like You, Unfaithful Woman, e Dancing In The Dark. E non è questa la sola magia: il gioco di prestigio più mirabolante è quello che consente ad Allen di processarsi e autoassolversi. E' vero infatti che il suo alter-ego (interpretato da uno straordinario Sean Penn) è meschino e riprovevole, ma nessuno nella giuria popolare costituita dal pubblico in sala si sognerebbe mai di condannarlo, tanto è ridicolo e profondamente patetico. Questi sono gli effimeri splendori e le molte miserie degli artisti - potrebbe suonare l'arringa difensiva di Woody Allen - e comunque, datando la vicenda in una nostalgica atmosfera di tanti anni fa, di qualsiasi reato si tratti, ormai è prescrizione.

LA BATTUTA: Nessun genio vale tanti mal di cuore.

IL LINK
L'home page del film

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