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L'amante
perduto
di
Roberto Faenza, con Ciaran Hinds, Juliet Aubrey, Stuart Bunce,
Clara Bryant
Distribuzione: Mikado, durata: 98'
LA
TRAMA: La storia di una donna israeliana che si innamora di
un giovanissimo ospite, e di sua figlia tredicenne che si innamora
di un ragazzo arabo.
Regista anomalo nell'italietta cinematografica dei filmetti da
due camere e cucina, Roberto Faenza si è sempre contraddistinto
per un cinema di dimensione internazionale, sia per i temi trattati
che per la qualità della fattura. E lo conferma con questo
atteso adattamento cinematografico del romanzo di Abraham B. Yehoshua,
storia d'amore alla «Romeo e Giulietta» fra una adolescente
israeliana e un ragazzo arabo. Visto il tema trattato, è
inevitabile che attorno al film si sia aperto un dibattito che
prescinde dalle qualità cinematografiche del film stesso:
sulle trattavive di pace fra arabi e israeliani, sull'indipendenza
dei palestinesi e così via. D'altronde Faenza ha voluto
deliberatamente attualizzare il romanzo, spostando l'azione da
Haifa a Gerusalemme e dai tempi della guerra del Kippur all'Intifada.
E la stessa lavorazione del film si è scontrata inevitabilmente
con i problemi connessi alla situazione politica: attentati, polemiche,
difficoltà nel creare una troupe mista arabo-israeliana.
E' ovvio che dietro una storia d'amore fra persone che appartengono
a popoli diversi, si profili un invito alla speranza sulla possibilità
di una convivenza pacifica tra quei popoli. E tuttavia «L'amante
perduto» non è un film politico, ma una storia di
sentimenti. Come dice lo stesso regista, "è una
storia di passioni: quella tra due adulti e quella tra i due ragazzini.
Un uomo che vuole vedere felice la propria compagna a qualunque
costo, pronto a tutto, anche a cercare l'amante, mi sembra il
massimo dell'espressione dell'amore". Due amori, diversamente
scandalosi, che Faenza tratta con una forza espressiva che va
oltre la nobiltà del suo messaggio di pace.
LA BATTUTA:
Viviamo in Israele da tredici anni e in questo paese è
sempre guerra, anche quando ci illudiamo di essere in pace.
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