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AMERICAN
BEAUTY
(Id.)
di Sam Mendes, con Kevin Spacey, Annette Bening, Thora Birch,
Allison Janney, Peter Gallagher e Chris Cooper.
Distribuzione: U.I.P., durata: 121'
LA
TRAMA: L'equilibrio di un uomo "normale" va in pezzi,
facendo crollare a catena, come un castello di carte, quello di
tutti i membri della sua famiglia, apparentemente felice.
Siamo
tutti abituati a ragionare per categorie, a collocare mentalmente
un film in un filone, a farne l'epigono o il precursore di altri
film. Ciò ci rende impreparati alle vere novità. Ma è davvero
difficile classificare in maniera tradizionale questo film e persino
ricondurlo ad un genere preciso: infatti è drammatico eppure lieve,
disperato e ottimista, divertente ma al tempo stesso pervaso da
una potente drammaticità. La forza innovatrice di «American
Beauty» (consacrata da cinque meritatissimi Oscar) è tanto
più notevole se si considera che, sia per il regista Sam Mendes
che per lo sceneggiatore Alan Ball, si tratta addirittura del
loro primo film. Ma possiedono entrambi una grande esperienza
in campo teatrale. Mendes è uno dei più grandi registi teatrali
inglesi. Quando Spielberg gli ha proposto il copione per la sua
casa di produzione, la DreamWorks, non ha potuto non apprezzarne
l'originalità e, probabilmente, proprio il fatto di non essere
americano gli ha permesso metterlo in scena mantenendo uno sguardo
straordinariamente lucido e impietoso nei confronti dei diktat
dello stile di vita americano. "Si tratta certamente di un
film che cerca di mostrare senza compromessi le cose come stanno
- ha detto il regista - Ci sono molti film divertenti e gradevoli
che ci mostrano le cose come vorremmo che fossero. Questo invece
ce le mostra come sono. Ci sono ragazzi che fumano roba, e la
fumano anche i loro genitori. Si fa del sesso: è la vita reale.
Ma penso che questo film dimostri che se qualcosa è vero ed è
presentato in maniera onesta, risulta gratificante. Anche se la
verità è sgradevole. In qualche modo, vedendo la verità sullo
schermo, si spicca il volo". E, non a caso, il film inizia
e finisce con una soggettiva dall'alto del quartiere residenziale
dove si svolge la vicenda: un punto di vista concesso solo agli
uccelli, agli dei e a quanti non hanno paura di guardarsi dentro.
LA BATTUTA: Sono
solo un uomo qualunque che non ha niente da perdere.
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