|
Asini
di
Antonello Grimaldi, con Claudio Bisio, Giovanna Mezzogiorno, Fabio
De Luigi, Maria Amelia Monti.
Distribuzione: Medusa, durata: 103'
LA
TRAMA: Uno sfigatissimo allenatore di rugby trova il suo riscatto
in una comunità francescana che dà asilo agli asini:
sia a due che a quattro zampe.
C'è una curiosa somiglianza fra il film tibetano «La
coppa» e quello meneghino «Asini». Trattano
entrambi lo stesso tema: come conciliare il progresso e la tradizione.
Hanno la stessa carica di sorridente spiritualità. E fanno
entrambi ricorso a una metafora sportiva: nel primo il calcio,
nel secondo il rugby. Queste affinità elettive sono un
ottimo segno: quando nascono, come in questo caso, non da volgari
imitazioni ma da misteriose consonanze, stanno a significare che
hanno colto entrambi, all'interno di culture tanto diverse, lo
stesso bisogno: ed è un bisogno di semplicità. L'asino,
sbeffeggiato simbolo di testardaggine e stupidità, assurge
appunto a simbolo di umile, onesta e paziente semplicità.
Ma la semplicità è tanto difficile da raggiungere
quanto da esprimere. L'elogio della natura agreste può
diventare facilmente retorica alla Mulino Bianco, l'apopogia dell'innocente
zavattiniano conta già film volenterosi ma inguardabili
come «Voglio una donnaaa!». E invece «Asini»
compie il miracolo: c'è verità e poesia come non
se ne vedevano da tempo nel cinema italiano. Il segreto sta proprio
nella onesta e paziente umiltà del film. Il regista Antonello
Grimaldi ha fatto ciò che i suoi colleghi hanno dimenticato:
evitare la scrittura fai-da-te e affidarsi invece a degli sceneggiatori
(Giorgio Terruzzi, Roberto Traverso e lo stesso Bisio). Bisio
ha osato ciò che i suoi colleghi non rischiano: evitare
di riciclare squallidamente dal piccolo al grande schermo le stesse
eterne macchiette (vedasi per tutti Panariello), ma creare e interpretare
un personaggio ad hoc. Gli attori si sono prestati francescanamente
anche a minuscoli camei: ed ecco che Elio, Mastandrea, Antonio
Catania, i gloriosi Arnoldo Foà e Isa Barzizza si affiancano
per un attimo agli ottimi protagonisti: Bisio, Giovanna Mezzogiorno,
Maria Amelia Monti, Ivano Marescotti, Renato Carpentieri, Vito
e l'irresistibile Fabio De Luigi. Dulcis in fundo, il film riesce
anche a concludersi in maniera sorridente, come vuole la sua vocazione
di parabola favolistica, ma senza cadere in un finale troppo caramelloso.
Pregio dell'idea geniale di conciliare una disicplina sportiva
ed una spirituale che apparentemente più lontane non si
può: la soavità francescana e la rudezza del rugby.
Ma si sa: le vie del signore sono infinite. E quella cinematografica
di Bisio è appena cominciata...
LA BATTUTA: Uno
non offre una cedrata a una suora!
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|