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ATLANTIS
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

ATLANTIS l'impero perduto
(Atlantis: The Lost Empire) di Kirk Wise e Gary Trousdale, con le voci italiane di Massimiliano Manfredi, Michele Kalamera, Claudio Bisio, Stella Musy, Pasquale Anselmo, Franca Valeri, Enzo Garinei, Gianni Musy.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 95'

LA TRAMA: Un giovane studioso entusiasta si mette sulle tracce della mitica Atlantide, ma i componenti della spedizione covano propositi meno idealistici.

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Tempi duri per la Disney: da quando ha perso il monopolio dei cartoon e deve affrontare una agguerrita concorrenza, sembra aver smarrito la sua identità. Non riuscendo più da tempo a raggiungere gli incassi che erano tradiozalmente sinonimi del suo marchio, la più tradizionalista fra le Mayors deve ora tentare strade alternative. E così quest'ultimo film abbandona le solite canzoncine sentimentali e i soliti simpatici animaletti per diventare semplicemente la versione animata di un film di avventura, un po' nello spirito dei film Disney dal vero degli anni Cinquanta, tipo Ventimila leghe sotto i mari. In questo intento, la squadra guidata dal produttore Don Hahn e dai registi Kirk Wise e Gary Trousdale (per intenderci, quelli de La Bella e la Bestia e di Il gobbo di Notre Dame) si sono prodigati negli effetti e nelle invenzioni: esplosioni, vulcani in eruzione, lucciole incendiarie, cristalli lucenti, macchine volanti a forma di pesce, cristalli di energia, raggi laser, effetti atmosferici, maremoti, bolle d'acqua e scene di massa. Il tutto all'ombra della immortale leggenda di Atlantide e alla luce di una rivisitazione grafica delle suggestive fanta-tecnologie di inizio-secolo, secondo il proposito: «mettere insieme scienza e fantasia per produrre una storia di forte intrattenimento». Oltre al generoso ricorso alla computergrafica, notevole attenzione è stata riservata alla caratterizzazione dei personaggi, che annoverano alcuni tipi azzeccati e divertenti fra i comprimari. Più scialbi, come spesso accade in questi casi, i protagonisti eroici e romantici. L'effetto complessivo è discreto, ma manca di una cifra stilistica ben riconoscibile. A mezzo fra Titan A.E. e Pocahontas, il film tradisce un insieme non molto riuscito di innesti e di ibridi: non ultimo quello fra il disegno tradizionale Disney e il tratto caratteristico del famoso disegnatore di fumetti Mike Mignola, tanto che gli addetti ai lavori hanno ribattezzato il risultato finale stile Dis-Nola. Per non parlare degli ammiccamenti all'animazione niponica, con dei vistosi trapianti dalla serie della Gainax Il Mistero della Pietra Azzurra. Alla fine, questa elaborata e faticosa miscela di ingredienti ha sortito al botteghino USA un effetto tutt'altro che soddisfacente e anche in Italia gli incassi sono stati minori che d'abitudine; ma Atlantis segna comunque una importante fase di transizione, alla ricerca del vero continente perduto della Disney: il proprio marchio di qualità dei tempi d'oro.

LA BATTUTA: Sei uno studioso, a giudicare dall'insufficienza toracica.

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