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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

BEEFCAKE
(Id.) di Thom Fitzgerald, con Bob Mizer, Daniel MacIvor, Neil O'Hara, Josh Peace, Mrs. Mizer, Carroll Godsman.
Distribuzione: Mikado, durata: 95'

LA TRAMA: Splendori e miserie del Physique Pictorial: rivista di nudo maschile degli anni Cinquanta.

Il poster I pregiudizi sono quel singolare difetto che affligge sempre gli altri e mai noi stessi. Diamo dunque per scontato di esserne tutti esenti nel parlare di questo film dedicato al culto del nudo omoerotico, che esce in concomitanza con le manifestazioni (e le polemiche) relative al Gay Pride. Ma non è tanto l'orgoglio, quanto una sorta di nostalgia omosessuale che fa da sfondo a questo curioso film. Con umorismo ed eleganza, il giovane regista Thom Fitzgerald (classe 1968) ricostruisce infatti il mondo gay degli anni Cinquanta: cioé molto prima che lui fosse nato e prima ancora che lo stesso termine gay diventasse di uso comune. Fa da filo conduttore la vicenda di Bob Mizar, fondatore dell' Athletic Model Guild, che raccoglieva e ospitava nella sua casa bei ragazzi prestanti, da incoraggiare all'esercizio fisico e da avviare alla carriera di modelli. Mizar era un omosessuale tutt'altro che dichiarato e sua madre, che pur lo assisteva ineffabile nella gestione della sua factory di bei maschioni e nella confezione dei perizomi, apprese in maniera inequivocabile delle pratiche erotiche che vi avvenivano sono in occasione del processo per oscenità e sfruttamento della prostituzione intentato al figlio. Anche se la maggioranza dei modelli facevano effettivamente marchette, alcuni di loro non erano omosessuali e pensavano in buona fede che lo scopo dell'associazione fosse mostrare ai giovani americani il modo migliore per crescere sani e virili. E' proprio questo curioso paradosso questa improbabile ingenuità che il film si propone di restituire, ricostruendo le pose un po' ridicole nelle quali cui i modelli venivano ritratti, indossando succinte vesti di marinaretti, angeli o lottatori greci e romani. Nulla di veramente osceno o volgare, ma piuttosto di kitsch: versione alla buona di quel culto della bellezza dei nudi maschili nel mondo classico che aveva ispirato tanti artisti decadenti. Ma Bob Mizar non è stato un artista, né un grande fotografo e neppure un paladino della libertà di stampa erotica come Larry Flynt. E' stato una sorta di Ed Wood del nudo maschile, una figura minore che Fitzgerald rievoca con affetto, alternando la ricostruzione della sua vicenda con inserti di repertorio e interviste attuali ad alcuni modelli di allora: come l'attore-simbolo di Andy Warhol Joe Dallesandro o il guru del culturismo Jack La Lanne. Il risultato è un omaggio garbato a un piccolo mondo antico fatto di peccati clandestini e di presunta innocenza. Il messaggio è garbato e piccolo piccolo come il protagonista: "Vivi e lascia vivere: staremo tutti un po' meglio".

LA BATTUTA: Un giudice affermò che avrebbe assolto chi avesse ucciso un fotografo di nudi.

IL LINK
L'home page del film

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