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CIELO D'OTTOBRE
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

CIELO D'OTTOBRE
(October Sky) di Joe Johnston, con Jake Gyllenhall, Chris Cooper, William Lee Scott, Chris Owen, Chad Lindberg, Laura Dern.
Distribuzione: Uip, durata: 105'

LA TRAMA: West Virginia 1957. Un ragazzo destinato a seguire le orme paterne nelle miniere di carbone, lotta per cambiare il suo destino e diventare uno dei protagonisti dell'era spaziale.

Il poster Joe Johnston, premio Oscar come creatore di effetti speciali per la ILM di Lucas, passando alla regia con «Tesoro mi si sono ristretti e ragazzi» ed il più recente «Jumanji», ha in entrambi i casi fatto tesoro della sua esperienza nel campo del manipolazione digitale delle immagini. Ma questa volta si è affidato alla forza degli affetti più che degli effetti per raccontare una storia di sentimenti, di conflitti familiari, di amicizia e di sogni impossibili. Lo spunto è offerto da una storia vera, quella di Homer Hickam jr., ingegnere spaziale della NASA, dalle cui vicissitudini adolescenziali è tratta la sceneggiatura del film. Gli elementi per realizzare un film c'erano già tutti nell'autobiografia di Hickam: basti solo pensare al conflitto tra le profondità della mineria, alla quale il giovane Homer è destinato per volere del padre, e le altitudini raggiunte dei razzi che il ragazzo sogna di costruire per andare nello lo spazio. E' una storia molto americana, basata sul mito stelle e strisce dell'affermazione individuale ed inserita nel contesto della rivalità russo-americana per la conquista dello spazio di fine anni Cinquanta. Il pregio di «Cielo d'ottobre» è però quello di non aver fatto della vicenda di Homer solo la storia di un riscatto individuale. La sua crociata per emanciparsi dalla vita grigia alla quale è destinato, finisce infatti per acquistare un valore per tutti i cittadini di Coalwood. Così il realizzarsi dei sogni di Homer diventa un riscatto sociale per tutti gli abitanti di quel dimenticato centro minerario. Anche il conflitto padre-figlio, tante volte visto nel cinema americano, è risolto in maniera non banale, evitando la scorciatoia di connotare semplicisticamente il padre come cattivo. Così la vera antagonista finisce per essere la miniera: che dà sì da vivere a tutta la comunità, ma che uccide la loro salute e soprattutto mortifica la loro capacità di sognare e migliorarsi.

 

Carlo Mazzotta

LA BATTUTA: La miniera è la tua vita, non la mia. Io là sotto non ci torno più. Io voglio andare nello spazio!

IL LINK
L'home page del film

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