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C'ERA UN CINESE IN COMA
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

C'ERA UN CINESE IN COMA
di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Beppe Fiorello, Marit Nissen, Anna Safronick, Nanni Tamma, Giorgia Bongianni.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 108'

LA TRAMA: Un agente di mezza tacca lancia casualmente il suo autista come showman. Il successo arriva insperato, ma con esso le delusioni.

Il poster Stupisce il non vedere il nome degli abituali sceneggiatori di Verdone - Benvenuti e De Bernardi - nei credits di questo film: tanto più che esso si ispira chiaramente a un loro vecchio soggetto, «L'attore e l'agente», lontanamente ispirato a sua volta ad un famoso, simpatico e umanissimo agente da poco scomparso, il compianto Mario De Simone. Un vecchio soggetto, dunque, sottoposto a un superficiale trattamento di cosmesi per meglio adattarlo alle nuove esigenze del cinquantenne comico romano: e cioé trovare dei ruoli più adatti alla sua età, magari giocando di sponda al fianco di un collega più giovane, come in questo caso Beppe Fiorello. L'idea non è malvagia, ma il tema dell'inversione di ruoli fra agente e attore, con la sudditanza psicologica del primo che si rivela direttamente proporzionale al crescente successo del secondo, resta vecchio quanto il mondo dello spettacolo. Difficile dire una parola nuova in proposito, dopo capolavori come «Brodway Danny Rose». E il nome di Woody Allen viene in mente anche rispetto al ritratto impietoso dell'attore di successo, corrotto e volgare, come il Di Caprio di «Celebrity». Tutto questo collaudato repertorio viene riproposto da Verdone in maniera piuttosto volgarotta e corriva, con parecchie cadute di stile: specie nel deludente finale, che dovrebbe rappresentare il riscatto del suo personaggio. Il tutto si riduce invece a una scenetta malriuscita e a una melanconica barzelletta: quella del cinese che dà appunto il titolo al film. Una prova poco convincente, dunque; anche se i fan di Verdone avranno di che consolarsi con qualche buona battuta e con la consueta abilità dell'attore nel calarsi in personaggi dai marchiani difetti e dalle saltuarie virtù. Le fan di Fiorellino potranno invece contemplarlo nel ruolo di intrattenitore sexy, con tanto di catalogazione mimica di orgasmi: quello positivo, quello negativo, quello coatto, quello di gruppo. La scena suscita l'entusiasmo della platea femminile, almeno nella finzione del film; quanto al pubblico vero, beh, staremo a vedere...

LA BATTUTA: Un attore che prende una pernacchia è un uomo morto.

IL LINK
L'home page del film

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