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C'ERA
UN CINESE IN COMA
di
Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Beppe Fiorello, Marit Nissen,
Anna Safronick, Nanni Tamma, Giorgia Bongianni.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 108'
LA
TRAMA: Un agente di mezza tacca lancia casualmente il suo
autista come showman. Il successo arriva insperato, ma con esso
le delusioni.
Stupisce
il non vedere il nome degli abituali sceneggiatori di Verdone
- Benvenuti e De Bernardi - nei credits di questo film:
tanto più che esso si ispira chiaramente a un loro vecchio
soggetto, «L'attore e l'agente», lontanamente ispirato
a sua volta ad un famoso, simpatico e umanissimo agente da poco
scomparso, il compianto Mario De Simone. Un vecchio soggetto,
dunque, sottoposto a un superficiale trattamento di cosmesi per
meglio adattarlo alle nuove esigenze del cinquantenne comico romano:
e cioé trovare dei ruoli più adatti alla sua età,
magari giocando di sponda al fianco di un collega più giovane,
come in questo caso Beppe Fiorello. L'idea non è malvagia,
ma il tema dell'inversione di ruoli fra agente e attore, con la
sudditanza psicologica del primo che si rivela direttamente proporzionale
al crescente successo del secondo, resta vecchio quanto il mondo
dello spettacolo. Difficile dire una parola nuova in proposito,
dopo capolavori come «Brodway Danny Rose». E il nome
di Woody Allen viene in mente anche rispetto al ritratto impietoso
dell'attore di successo, corrotto e volgare, come il Di Caprio
di «Celebrity». Tutto questo collaudato repertorio
viene riproposto da Verdone in maniera piuttosto volgarotta e
corriva, con parecchie cadute di stile: specie nel deludente finale,
che dovrebbe rappresentare il riscatto del suo personaggio. Il
tutto si riduce invece a una scenetta malriuscita e a una melanconica
barzelletta: quella del cinese che dà appunto il titolo
al film. Una prova poco convincente, dunque; anche se i fan di
Verdone avranno di che consolarsi con qualche buona battuta e
con la consueta abilità dell'attore nel calarsi in personaggi
dai marchiani difetti e dalle saltuarie virtù. Le fan di
Fiorellino potranno invece contemplarlo nel ruolo di intrattenitore
sexy, con tanto di catalogazione mimica di orgasmi: quello positivo,
quello negativo, quello coatto, quello di gruppo. La scena suscita
l'entusiasmo della platea femminile, almeno nella finzione del
film; quanto al pubblico vero, beh, staremo a vedere...
LA BATTUTA: Un
attore che prende una pernacchia è un uomo morto.
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