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ERIN
BROCKOVICH - Forte come la verità
(Erin
Brockovich) di Steven Soderbergh, con Julia Roberts, Albert Finney,
Aaron Eckhart, Cherry Jones.
Distribuzione: Columbia TriStar, durata: 130'
LA
TRAMA: L'ultima arrivata in un piccolo studio legale ottiene,
per le vittime di un inquinamento industriale, il massimo risarcimento
del genere mai concesso in America.
Lo
spunto è pressoché identico a quello di «A
Civil Action», bel legal thriller interpretato da John Travolta:
un piccolo studio legale lotta per strappare un risarcimento miliardario
a un colosso indistriale colpevole dell'inquinamento delle falde
acquifere. Entrambi i film hanno preso spunto da storie vere:
in questo caso, una battaglia legale combattuta nel 1993, che
ha portato al più ingente risarcimento danni finora versato
negli USA per una causa civile: 333 milioni di dollari. Ma la
particolarità che rende originale «Erin Brockovich»
è il fatto che la vera protagonista di tale battaglia non
è stato un avvocato, ma la più umile delle sue segretarie:
una ragazza tanto eccentrica quanto adorabile, priva di qualsiasi
preparazione legale ma animata da un potente senso di giustizia.
Così il film non punta sulla consueta identificazione dello
spettatore nell'avvocato-eroe, ma al contrario gioca proprio sulla
diffifenza dell'uomo comune nei confronti della legge e degli
avocati, visti spesso come ciniche e infide sanguisughe. La carta
vincente di Erin Brockovich è di saper far leva su questi
pregiudizi, conquistarsi la fiducia della gente e raccogliere
le 600 firme necessarie per costituirsi parte civile. Julia Roberts
è assolutamente perfetta nei panni di questa donna sorprendente,
che seppur impegnatissima a conciliare la battaglia legale con
la cura dei tre figli, non smentisce il suo passato di disillusa
reginetta di bellezza continuando a esibire minigonne vertiginose,
tacchi a spillo svettanti e, grazie a un reggiseno di nuova concezione,
molte scollature generose. (Per chi volesse confrontarla con l'originale,
la vera Erin Brockovich appare nel film in un breve cammeo, nei
panni di una attraente cameriera). La particolarità di
questo curioso personaggio femminile invita la sceneggiatrice
Susannah Grant (quella di «Cinderella») a puntare
molto sui toni della commedia: come nella curiosa inversioni di
ruoli che vede la squinternata protagonista trasformarsi via via
in una donna di successo e contemporaneamente il suo rude e tatuatissimo
partner adattarsi nei panni di un affettuoso ed efficientissimo
baby sitter. Tutto ciò è insolito in un film a sfondo
giudiziario e permette agli autori di conciliare drammaticità
e leggerezza, illuminando col sorriso delizioso della Roberts
una vicenda che ha sullo sfondo un tragico bilancio di morte,
di dolore e di malattia.
LA BATTUTA: Hai
così tanti amici che uno in più ti disturba?
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