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EYES WIDE SHUT
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

Eyes Wide Shut
di Stanley Kubrick, con Tom Cruise, Nicole Kidman, Sydney Pollak, Todd Field
Distribuzione: Warner Bros, durata: 159'

LA TRAMA: Una coppia newyorkese vive una doppia fantasia adulterina: ma mentre lei si limita a fantasticare, lui si lascia coinvolgere in un pericolosissimo gioco erotico.

Il poster Sembrerebbe logico che per parlare di un film si aspetti di vederlo. Ma, in una informazione drogata dalla corsa all'anticipazione, succede spesso il contrario. Con «Eyes Wide Shut» si è raggiunto il grottesco di una disinformazione degna del KGB: complici l'ossessivo riserbo di Kubrick, la sua morte, la vanità di troppi presunti addetti ai lavori egli artifici degli uffici stampa. Si sarebbero comunque scritte meno idiozie, se i giornalisti si fossero presi la briga di leggere «Doppio sogno»: il raffinato racconto di Arthur Schnitzler, del quale il film di Kubrick è una trasposizione molto fedele. Lo si potrebbe definire un adattamento cinematografico esemplare, per la capacità del regista di restituire l'atmosfera molto particolare del racconto, caratterizzato da una dimensione onirica, nella quale la realtà esterna appare una sorta di prolungamento di quella interiore. L'unica libertà che il grande regista scomparso si è presa, è quella di spostare la vicenda dalla Vienna di inizio secolo alla New York di oggi. Ma non è una libertà di poco conto, considerando che la vicenda è storicamente molto caratterizzata. La scoperta dei fantasmi psichici e delle loro implicazioni erotiche era infatti d'attualità in quel lontano primo '900, tanto che il racconto ebbe uno dei suoi lettori più attenti nel padre della psicoanalisi Sigumnd Freud. Oggi che tutto ciò non è più oggetto né di sorpresa né di scandalo, molti aspetti della vicenda appaiono un po' anacronistici, trasferiti tali e quali ai giorni nostri. Non è perciò facile comprendere in cosa Kubrick abbia individuato l'attualità del racconto. Forse gli è parso appropriato suggerire un parallelo fra il declino dell'impero asburgico e la crisi dell'America di fine millennio. Ma più probabilmente egli si è lasciato guidare, incurante del resto, dai suoi fantasmi personali. Ne risulta un'opera che - a dispetto del clamore che ha suscitato - resta sostanzialmente privata; un testamento cinematografico spiazzante come un anacronismo e conturbante come un segreto.

LA BATTUTA: Il fascino del matrimonio è che rende l'inganno una necessità per le due parti.

IL LINK
L'home page del film

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