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JURASSIC PARK III
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

JURASSIC PARK III
(Id.) di Joe Johnston, con Sam Neill, William H.Macy, Téa Leoni, Alessandro Nivola e Laura Dern.
Distribuzione: U.I.P., durata: 91'

LA TRAMA: Il professor Grant torna a scontrarsi coi dinosauri, avventurandosi ad Isla Sorna al seguito di una coppia alla ricerca del figlio disperso.

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Se si escludono i chilometrici titoli di coda, non dura neanche un'ora e mezza il terzo capitolo della saga di Jurassic Park e il motivo di tanta brevità è la dichiarata ispirazione del film a certi B-Movies di fantascienza degli anni Cinquanta che venivano proiettati in abbinamento a un' altra pellicola: come a dire, pagavi uno e vedevi due. Ma oggi l'affare non c'è più; anzi si deve pagare un biglietto intero per un film dimezzato, visto che in questo capitolo della trilogia manca l'apporto diretto di Steven Spielberg e del co-autore Michael Crichton. Raddoppia solo la vocazione ludica del film, testimoniata dalla pubblicazione di un doppio videogame dedicato. La regia di questo terzo episodio è affidata a un fedele collaboratore di Spielberg, Joe Johnston (solido mestierante, autore anche dell' apprezzabile Cielo d'ottobre), il quale ha dichiarato di ispirarsi nostalgicamente ai film realizzati al tempo della sua adolescenza dal produttore Val Lewton, personaggio di riferimento per i cultori del cinema fantastico e del terrore. Si tratta insomma di un onesto filmetto d'avventura senza pretese, che si allinea con silenziosa disciplina ai predecessori della saga: unica sequenza degna di nota, quella ad inseguimento ambientata in una gigantesca e labirintica voliera per uccellacci preistorici. Se i dinosauri volanti sono frutto di fantasia, pare invece che sia realmente esistito il supercattivo dell'episodio, lo Spinosauro: un predatore ancora più grosso del mitico T-Rex. Nonostante l'imperversare della computergrafica, il film nelle riprese ravvicinate si avvale ampiamente di animatronica: ovvero il mostro è interpretato da un pupazzone telecomandato, abbastanza mostruoso di suo (almeno agli occhi degli attori costretti a recitarci a tu per tu), visto che è alto tredici metri, stazza dodici tonnellate e si muove azionato da un motore idraulico di mille cavalli. Come nei casi precedenti, i modelli sono opera del premio Oscar Stan Winston. Un altro veterano e premio Oscar, Jim Mitchell della Industrial Light & Magic, si è occupato invece della simulazione digitale dei dinosauri, ridisegnandone completamente la pelle rispetto ai film precedenti: a riprova che a Hollywood neanche le star digitali resistono ala tentazione di rifarsi il lifting di tanto in tanto. Il film ha avuto un'accoglienza favorevole al botteghino e già il portavoce di Spielberg, Martin Levy, parla di aggiungere un altro capitolo alla saga: così, nonostante siano passati tanti milioni di anni, corriamo il rischio che a tutt'oggi i dinosauri non possano dirsi ancora estinti.

LA BATTUTA: Eccoci qua: nel posto peggiore del mondo. E neanche ci pagano!

IL LINK
L'home page del film

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