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MISSION
IMPOSSIBLE 2
(Id.)
di John Woo, con Tom Cruise, Thandie Newton, Dougray Scott, Ving
Rhames.
Distribuzione: U.I.P., durata: 123'
LA
TRAMA: L'agente segreto Ethan Hunt è alle prese stavolta
col terribile virus Chimera, finito nelle mani sbagliate e capace
di diffondere una epidemia planetaria.
Di
solito, in un film d'azione, è buona regola che il regista
tenga il profilo basso, inchinandosi con spirito di servizio alle
esigenze dello spettacolo: ed è quanto per l'appunto ha
fatto Brian De Palma col primo «Mission Impossible»,
corretto e sostanzialmente incolore. Ma evidentemente di tutt'altro
avviso è stato John
Woo in questo secondo titolo della saga, dove non c'è
inquadratura che non porti a chiare lettere la sua firma. Ci sono
infatti tutti gli elementi che hanno fatto di Woo un regista di
culto, sia nei suoi film di Hong Kong che nel suo nuovo corso
americano: dagli scambi di identità alle sparatorie acrobatiche,
dal melodramma al folklore mistico-religioso, dalle sequenze al
rallentatore alle immancabili, simboliche apparizioni di colombe.
E - altro punto di forza di questo regista paradossalmente incapace
di prendere la patente - delle scene di inseguimenti in macchina
e moto tra le più scatenate, inverosimili e spettacolari
che si siano mai viste sullo schermo. Un film tutto da vedere;
o, per meglio dire, solo da vedere: poiché è
meglio stendere un velo pietoso sui dialoghi e, più in
generale, su tutte le scene in cui non si salti e non si spari.
C'è, è vero, anche una componente romantica affidata
alla decorativa presenza femminile di Thandie Newton nei panni
di una abilissima ladra: ma, tanto per non smentirsi in tema di
furto, la situazione che la riguarda è rubata con pochi
scrupoli e scarso successo da «Notorious» di Hitchcock:
dove l'agente segreto è costretto dal suo lavoro a spingere
la donna che ama fra le braccia del suo antagonista. Insomma,
un film di John Woo al cento per cento, con tutti i pregi e i
difetti di questo regista eccessivo e unico nel suo genere. E
dire che l'ingombrante presenza di Cruise nel doppio ruolo di
interprete e produttore sembrava destinata a mettere fatalmente
in ombra quella del regista. Niente da fare. Il volenteroso Tom
ha un bell'appendersi su uno strapiombo a settecento metri d'altezza
senza controfigura: nonostante i suoi sforzi, il vero divo del
film resta sua maestà John Woo: soprannominato, non a caso,
Hong King.
LA BATTUTA:
Quando si crea un eroe bisogna partire dalla prima cosa di cui
un eroe ha bisogno: il cattivo.
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