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Notting
Hill
di
Roger Michell, con Julia Roberts, Hugh Grant, Hugh Bonneville,
Emma Chambers
Distribuzione: Columbia Tristar, durata: 124'
LA
TRAMA: Un libraio londinese ha il colpo di fortuna di vivere
una storia d'amore con una grandissima star. Ma sperimenta con
lei anche le controindicazioni della notorietà.
C'è un curioso paradosso alla base di questo film. Poiché
racconta la storia d'amore fra una diva e un uomo qualunque, sarebbe
logico che fosse interpretato da una star e da un volto nuovo. Ma,
al tempo stesso, sarebbe inpensabile, da un punto di vista produttivo,
affiancare un nome celebre ad uno sconosciuto. Ed ecco così
il paradosso: la diva Julia Roberts interpreta più o meno
sé stessa, mentre il divo Huge Grant fa la parte di un improbabile
signor nessuno. Insomma, quella sospensione dell'incredulità
che si chiede abitualmente allo spettatore, stavolta la si pretende
in razione doppia. In compenso, se si è disposti a stare
al gioco, si viene ripagati da una commedia impeccabile: con tanto
di dialoghi brillanti, incontri e scontri e, naturalmente un lieto
fine. Niente di troppo originale, forse: tanto più che è
evidente la volontà di bissare il successo del fortunatissimo
«Quattro matrimoni e un funerale», ivi compresa la contrapposizione
fra il flemmatico inglese e la disinibita americana. L'astuta favola
ripropone a ruoli invertiti anche gli ingredienti vincenti di «Pretty
Woman»: con la Roberts nel ruolo della principessa azzurra.
Ma tanto di cappello alla confezione: ben diretto, ben girato, scritto
ottimamente, il film miscela come meglio non si potrebbe romanticismo
e divertimento. Quanto al tema, è anch'esso molto seducente:
chi non ha sognato, infatti, di essere amato da una star dello schermo;
o, per lo meno, chi non ha desiderato che le strade del mondo ordinario
e di quello straordinario non possano, almeno per una volta, smettere
di correre parallele. Benvenuti sognatori, ma non fatevi troppe
illusioni: se, persino nella finzione, per fare coppia con una diva
ci vuole comunque un altro divo, figuratevi nella realtà!
LA BATTUTA: Non
lo racconterò a nessuno. A volte lo racconterò
a me stesso, ma non temere: sarò il primo a non crederci!
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