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THE
OTHERS
(Id.) di Alejandro Amenàbar, con Nicole Kidman, Fionnula
Flanagan, Christopher Eccleston, Alakina Mann.
Distribuzione: Lucky Red, durata: 95'
LA
TRAMA: 1945. Una donna, sola nella sua grande casa isolata
coi due figli, deve confrontarsi con le conturbanti presenze che
aleggiano nell' antica dimora.
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La presenza di una star hollywoodiana come Nicole Kidman è
probabilmente il peccato originale che ha impedito che un film
impeccabile come The Others fosse mai seriamente in predicato
per un premio alla Mostra di Venezia. L'intento lodevole di dare
visibilità a cinematografie emergenti o poco conosciute
ha finito per sottoporre ad una ipoteca ideologica l'assegnazione
di leoni e leoncini: un'integralismo da kamikaze grazie al quale
la Mostra si è ridotta a pura vetrina intellettualistica,
pericolosamente staccata dal pubblico e dal mercato cinematografico
mondiale. Ecco così che la Coppa Volpi è stata negata
alla eccellente interpretazione della Kidman, degna reincarnazione
della Grace Kelly hitchcockiana dei tempi d'oro, e che
nessuna gratificazione ha ricevuto un autore dal talento multiforme
(firma regia, sceneggiatura e musiche) come Alejandro Amenábar,
giovane maestro del brivido il cui interessante thriller d'esordio,
Tesis, era apparso fuggevolmente sugli schermi italiani
alla fine della scorsa stagione. «Quando ripenso al fatto
che la mia infanzia è stata dominata dalle paure - paura
del buio, delle porte mezze aperte, degli armadi e in generale
paura di qualsiasi cosa potesse nascondere qualcuno o qualcosa
- non riesco a non stupirmi del fatto che alla fine mi sono specializzato
nella scrittura e nella regia di film del mistero, diventando
allo stesso tempo, un avido consumatore del genere»: così
Amenábar. E di questi elementi - buio, porte mezze aperte,
rumori misteriosi - è fatta la suspense che pervade The
Others: tutta lasciata all'immaginazione irrequieta dello
spettatore e mai delegata volgarmente ad effetti grossolani o
apparizioni sanguinolente. Contrariamente alle case infestate
che popolano i film dell'orrore, piene di esplicite mostruosità,
la perturbante dimora di The Others, situata in una nebbiosa
isoletta della Manica, è il teatro dell'inespresso. E'
difficile parlare della raffinata costruzione del film senza svelarne
i misteri. Basti dire allora che la fantasia latina di Amenábar
- cileno di nascita e madrileno di adozione - si sposa perfettamente
alla tradizione tipicamente anglosassone della ghost story,
che ha prodotto sullo schermo e in letteratura dei capolavori
mirabili come Giro di vite. Regista agnostico che non crede
nel soprannaturale, Amenábar ha saputo evocare con grande
sensibilità i fantasmi della religiosità latina:
«questo film, pieno di oscuri e lunghi corridoi, è
il mio omaggio a quell'essere, mai rivelato, che ha popolato i
miei sogni infantili».
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LA BATTUTA: Scoprirete che a volte questa casa
non è propriamente un paradiso.
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