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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

TARZAN
(id.) di Kevin Lima e Chris Buck, con le voci italiane diMassimo Rossi, Francesca Fiorentini, Sonia Scotti, Ilaria Stagni, Stefano De Sando.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 90'

LA TRAMA: Orfano adottato dai gorilla, Tarzan sconta la sua diversità sia rispetto agli umani che rispetto alle scimmie.

Il poster La Disney è da sempre sinonimo di prudenza e di equilibrio. All'apparenza, anche questo trentasettesimo lungometraggio animato di casa Disney non fa eccezione. Equilibrio fra tradizione e innovazione nella trama, visto che il soggetto è nuovo, ma al tempo stesso molto simile a quello del collaudato «Libro della giungla». Equilibrio nello stile, visto che il disegno è sul filo della tradizione, ma con qualche concessione agli influssi nippo. Equilibrio nella tecnica, visto che il film coniuga l'animazione tradizionale con il ricorso alla computergrafica nella elaborazione degli sfondi e dei movimenti: il che consente spettacolari e vertiginose inquadrature nelle quali Tarzan scivola lungo i rami della giungla come un surfer californiano sulle onde del Pacifico. Eppure, anche in questo film prudente e tradizionale c'è una piccola rivoluzione, che riguarda la colonna sonora. Da oltre un decennio, infatti, i lungometraggi animati di casa Disney portavano l'impronta di Alan Menken, che ne aveva fatto dei veri e propri musical stile Broadway, con tanto di alternanza fra recitativi e intermezzi musicali. Stavolta invece la struttura è più libera, grazie all'intervento di Phil Collins, che ha doppiato (e anche questa è una novità) anche la versione italiana. Un Oscar è andato giustamente a sancire la qualità della miglior canzone originale: «You'll be in my heart». Ma non finisce qui: Collins, ex-batterista dei Genesis, è uno dei più grandi percussionisti viventi. Non stupisce dunque che il numero musicale forse più riuscito del film, «Trashin' the Camp», occhieggi alla musica etnica e veda gli animali impegnati a suonare come tamburi le suppellettili del campo degli esploratori. Novità, dunque, ma con giudizio: la Disney non si smentisce e anche stavolta la tradizione non viene tradita. Gli oggetti infatti sono gli stessi de «La bella e la bestia» e tra di essi si insinua anche uno scheletro danzante, diretto omaggio al superclassico del 1929 «Skeleton Dance»: la prima delle Silly Symphonies del capostipite Walt.

LA BATTUTA: Se vuoi essere simpatico a Kerchak, stai alla larga da lui!

IL LINK
L'home page del film

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