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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

UNDER SUSPICION
(Id.) di Stephen Hopkins, con Morgan Freeman, Gene Hackman, Thomas Jane, Monica Bellucci.
Distribuzione: Medusa, durata: 111'

LA TRAMA: Un poliziotto mette sotto torchio un notabile della città, sospettato di aver violentato e ucciso due ragazzine.

Il poster Nel 1981 Claude Miller realizzò un film davvero rimarchevole, interpretato da Lino Ventura, Romy Schneider e un indimenticabile Michel Serrault. Si trattava di «Guardato a vista», un giallo psicologico tratto dal romanzo di John Wainwright «Brainwash». Fu una scelta coraggiosa portarlo sullo schermo, poiché si trattava di una storia claustrofobica, un duello di caratteri che nulla concedeva allo spettacolo e si affidava quasi completamente al talento degli interpreti. Ci voleva un attore per ritentare oggi questa scommessa; anzi due. E' stato infatti Gene Hackman a mostrare una cassetta di «Guardato a vista» a Morgan Freeman e a contagiarlo col suo entusiasmo. Ci è riuscito così bene che Freeman non solo ha accettato di duellare artisticamente con lui nel film, ma è diventato anche produttore esecutivo di questo piccolo (piccolo per gli standard americani, s'intende) film indipendente. Dietro la macchina da presa, il regista Stephen Hopkins si dimostra all'altezza del compito anche se non resiste alla tentazione di portare ogni tanto la storia in esterni, temendo che la dimensione claustrofobica possa alla lunga diventare asfittica: e così fa quello che in gergo si chiama far prendere aria al film, sfruttando una decorativa ambientazione tropicale. Ma la storia vera si svolge tutta all'interno di un commissariato; o meglio ancora, all'interno di due coscienze. Ciò che rende infatti drammaticamente straordinario un interrogatorio di polizia è la possibilità che offre di mettere a nudo la personalità del sospettato e, in un certa misura, anche quella del suo intervistatore. E' un duello intriso di ambiguità: perché, se l'interrogato è colpevole, il suo pudore diventa reticenza e l'incalzare del suo accusatore un nobile furore morale; ma se per caso è innocente, il poliziotto diventa un aguzzino e il presunto mostro si trasforma invece in una vittima, violentata nella sua intimità in maniera irreparabile. Tutto il film si gioca su questo precario equilibrio, oscillando in continuazione attorno a una verità sfuggente, finché... ma questo ovviamente non si può dire senza rovinare il piacere della visione. Quello che va detto invece è che il film, sebbene inferiore all'originale, merita di essere apprezzato almeno per il suo asciutto rigore e l'ottima interpretazione di Hackman e di Freeman. Accanto a due mostri di questo calibro, difficile trovare spazio. La nostra Monica Bellucci ha avuto il privilegio di apparire al fianco dei due mattatori: la sua bellezza non la fa sfigurare, anche se ascoltarla non dà purtroppo lo stesso piacere che guardarla.

LA BATTUTA: Se avere problemi coniugali fa di me un omicida, tu sei un serial killer.

IL LINK
L'home page del film

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