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  1999
E' messo peggio della Cecenia
Si arrende il fegato di Boris Eltsin

MOSCA - L'intestino risuona di esplosioni. I polmoni sono ridotti a carcasse sforacchiate. Nell'addome spira già un terribile odore di morte. E mentre le poche cellule sane tentano una esodo impossibile, sulla nera massa del fegato sventola una bandiera bianca, simbolo di resa incondizionata. Il corpo di Boris Eltsin è un campo di battaglia, anche se è difficile capire chi sia il vincitore. Secondo il Cremlino, tutti gli organi interni di Corvo Bianco sono ribelli secessionisti rei di alto tradimento, e come tali sono stati oggetto di pesanti incursioni dei bisturi corazzati dell'Armata Rossa. «Non siamo terroristi, siamo solo reni - dicono due organi irriconoscibili per le ferite e le privazioni -. Vorremmo solo morire in pace». Ma si tratta di un desiderio irrealizzabile. Eltsin è deciso a riconquistare il controllo delle sue funzioni vitali con ogni mezzo. «E dire che è stato proprio lui a rovinarci - lamenta una milza ormai decomposta -. Ci ha avvelenava versandoci addosso fiumi di vodka. Dopo sessant'anni di oppressione non ce l'abbiamo fatta più e, a cominciare dal cervello, siamo scesi in sciopero. Lui ci ha accusato di insurrezione e ci ha mandato contro plotoni di medici spietati». E, come in Irak, la «guerra chirurgica» ha clamorosamente fallito. Ora il mondo assiste impotente all'ennesima catastrofe umanitaria, con il suo seguito di fughe disperate. Oggi sulla costa di fronte a Otranto è stato avvistato il primo profugo dall'Eltsinia, un pancreas malconcio e semicongelato, scaricato in mezzo all'Adriatico da scafisti albanesi senza scrupoli.


Navigatori birichini dietro il boom di scambi on-line
«Era la Borsa di Milano?
Credevo fosse un sito porno»


MILANO - Ma da dove spunta la massa di risparmiatori telematici che con una raffica di ordini on-line ha fatto impazzire Piazza Affari nel giorno dell'Immacolata? Proprio di risparmiatori non si trattava. Il record di Borsa è dovuto a un malaugurato accavallarsi di contatti fra migliaia e migliaia di italiani che, complice il giorno di vacanza, si sono concessi qualche ora di sesso virtuale via Internet. «Ho visto queste Bonifiche Ferraresi - confida un navigatore -, pensavo che si trattasse della chat di due pornomaggiorate emiliane e ho smanettato un po'. Chi si immaginava che si trattasse di un titolo di Borsa?» Molti hanno scambiato «Tim» per lo pseudonimo di un superdotato telematico con un sito bollente, e «Bipop» per un club virtuale dedicato ai feticisti del seno. A causa delle linee sovraccariche, tutti i contatti sono stati dirottati sulla Borsa, dove si sono trasformati in contrattazioni. «Ora capisco perché il diagramma degli scambi ha questa forma insolita - dice un operatore di Piazza Affari, indicando il grafico -: guardi, più che un rialzo si direbbe un'erezione».


Parte Votothon, iniziativa benefica contro la sclerosi a schede
Regala una riforma elettorale
a un piccolo politico


ROMA - «Caro Babbo Natale, io vorrei tanto un sistema proporzionale tutto mio, per dare tanti seggi a me, ai miei familiari e a tutti i miei amici. Tuo Clemente». Come non commuoversi leggendo la commovente missiva del piccolo Mastella? Come potremo gustare spensieratamente il panettone, sapendo che tanti piccoli partiti orfani, dai Popolari ai Comunisti Italiani, stanno tremando al pensiero che un referendum possa abolire la misera quota proporzionale che permette loro di sfamarsi alla buvette di Montecitorio? Pensando a loro, è nata Votothon, la maratona benefica che consentirà a ciascuno di trovare sotto l'albero una bella riforma elettorale su misura, pronta per tanti bei giochetti. Fra gli eroi più gettonati nei sogni dei piccoli politici, il Cancelliere, un supereroe tedesco buono che sembra un incrocio fra un normale Presidente del Consiglio e il mitico Thor. Va fortissimo anche il maggioritario secco, un ruvido gioco per maschietti amanti del rischio: da anni Gianfranco e Tonino si struggono per averlo, ma nessuno li ha ancora accontentati. Fra le letterine giunte a Votothon c'è anche quella di due amichetti, Emma e Marco, che desiderano un «bipartitismo all'americana», e se non lo riceveranno minacciano di rifiutare la pappa ad oltranza.

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