Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
PAGINATRE DI LIA CELI
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Paginatre> Archivio
  2000
Turiamoci il nazi: i diccì austriaci stupiscono ancora l'Europa
«Heider non ci basta,
governeremo anche con gli ultrà della Lazio»


VIENNA - La coalizione blu-nera che si prepara a insediarsi al governo austriaco potrebbe presto aggiungere ai suoi colori il bianco e l'azzurro del Lazio Football Club. Il leader dei cristianodemocratici Wolfgang Schuessel, promotore dell'alleanza con i nazional-liberali di Joerg Haider, ha chiesto di incontrare «Diabolik», il capo degli ultrà della curva Nord dell'Olimpico, noti per le dichiarate simpatie naziste e razziste. «Vogliamo rimediare a un'imperdonabile negligenza - ha spiegato Shuessel -. In Europa c'è qualcuno più a destra di Haider, e ancora non gli avevamo chiesto di entrare nel nostro governo. Non so proprio com'è potuto succedere». Schuessel ha letto attentamente gli striscioni esposti allo stadio, e vi ha ravvisato molti punti di contatto con il programma della nuova maggioranza austriaca: porte chiuse agli stranieri, specie se di colore, esaltazione dei valori della nazione e dello spirito ariano. Ai tifosi biancazzurri è stato chiesto di precisare la loro posizione in campo economico e la fedeltà al liberismo più stretto. Gli «irriducibili» hanno risposto con un altro striscione che verrà esposto sugli spalti domenica prossima: «Onore alla tigre Milton Friedman - Pensionati ai forni». Ora si attende la reazione di Bruxelles alla nuova mossa di Vienna. Dopo la condanna espressa dai Tredici al governo Schuessel-Haider, fortemente voluta dall'inglese Tony Blair, che accusa Heider di avergli copiato spudoratamente la pettinatura, potrebbe essere introdotta in Europa una norma che prevede l'interruzione dei governi in cui si espongono elementi nazisti.


Boma profondo: lo skipper di Luna Rossa getta la maschera
De Angelis: «Ma quale Coppa America,
io cerco il Tesoro di Barbanera»


AUCKLAND - Sarà stato il boma che gli è caduto in testa nella quinta regata contro America One, sarà che ormai non poteva più continuare la commedia, sarà che i giornalisti leccaculo gli avevano decisamente rotto i coglioni. Fatto sta che Francesco De Angelis, il barone napoletano alla guida di Luna Rossa, ha abbandonato le coste della Nuova Zelanda e sta facendo vela per le Antille, cantando «Quindici uomini sulla cassa del morto». Nelle sue tasche, un'antica mappa in pergamena che condurrebbe al leggendario tesoro del pirata Barbanera. Il colpo di scena è avvenuto ieri sera, dopo che De Angelis aveva convocato l'equipaggio di Luna Rossa in una vecchia taverna del porto di Auckland. Lo skipper si è presentato con vistosi orecchini, un pappagallo sulla spalla e, fra lo stupore degli astanti, ha rivelato di avere una gamba di legno. «Credete che sia venuto fin qui per sculettare su questa bagnarola da fichetti miliardari? - ha ringhiato De Angelis ai suoi compagni, battendo il pugno sul tavolo - Nemmeno per sogno, corpo di mille bombe. Domani verrete con me a cercare un forziere di dobloni. Ci saranno donne, rum e soldi per tutte voi canaglie. Quanto a quel gaglioffo di Cayard, avremo altre occasioni per fargli fare un giro di chiglia». Gli uomini di Luna Rossa hanno pensato si trattasse dei postumi della botta in testa, ma questa mattina hanno dovuto ricredersi. Appena salpate le ancore, De Angelis, che da oggi vuol essere chiamato Francis il Terribile, ha innalzato la bandiera nera con il teschio e le tibie urlando: «Avanti, ciurma! Mollate i pappafichi! Barra a dritta, per mille milioni di bombarde, o drappeggerò le vostre budella all'albero più alto. Viva la Filibusta!». Appresa la notizia, l'equipaggio di America One si è ammutinato e ha gettato agli squali Paul Cayard. L'imbarcazione, ribattezzata «Hispaniola», attualmente abborda gli yacht al largo di Malibu Beach.


Monaco: dietro il malore del sovrano, un dolce sospetto
Montecarlo in ansia:
Ranieri è incinto?


MONTECARLO - Si parla di una malattia, di un delicato intervento chirurgico. Ma quando la notizia riguarda un membro della chiacchierata famiglia Grimaldi, è inevitabile pensare a ben altro, e i cronisti della stampa rosa sono autorizzati a intravedere, oltre la fitta cortina di riservatezza, un tenero segreto. Dopo Caroline e Stephanie, le prolifiche principesse perseguitate da cicogne birichine, anche il principe Ranieri, a settantasei anni, sarebbe in dolce attesa, e il suo ricovero in clinica si è reso necessario per sottoporlo agli accertamenti e le analisi d'obbligo in caso di gravidanza in età avanzata. I cortigiani monegaschi non ammettono e non smentiscono. Inutile sperare di sapere se il sovrano, dopo quasi un ventennio di austera vedovanza, si è abbandonato alla passione con un nobile tedesco, come Caroline, o ha ceduto al vigoroso fascino di una guardia del corpo, sull'esempio della figlia minore. Ma secondo alcuni testimoni, negli ultimi tempi Ranieri avrebbe espresso il desiderio di salvare l'onore dei maschi di casa Grimaldi: «Quel pirla di mio figlio Alberto assomiglia tutto a sua madre Grace, usa lo stesso colore di rossetto. Le mie figlie rimangono incinte se un uomo starnuta nel raggio di cento metri. Devo fare qualcosa, o il mondo penserà che sono capace solo di presiedere il Festival del Circo e di aiutare Pavarotti a evadere il fisco».

l'archivio

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.