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Anno santo: il Figlio di Dio ne ha le scatole piene
Gesù: «Bye-bye Giubileo,
io sarò al World Gay Pride»


ROMA - «Ragazzi, l'otto luglio tenete un posto per me e per Giovanni». Il messaggio, arrivato questa mattina via e-mail dalle alte sfere del Paradiso al comitato organizzatore della Giornata dell'Orgoglio omosessuale, è stato un duro colpo per le gerarchie vaticane. Perché a firmarlo è il famosissimo Gesù Cristo in persona. «Mi pare che da gennaio a oggi con messe, veglie e processioni ci ho dato dentro abbastanza - precisa il Verbo incarnato -. Il World Gay Pride è una manifestazione allegra e pacifica, oltre che prestigiosa, e non voglio mancare per niente al mondo. Non mi preoccupo di ciò che penseranno i preti. Se ai miei tempi avessi avuto paura di scandalizzare i sacerdoti, me ne sarei rimasto a Nazaret a fare il falegname e addio Cristianesimo. Ma spero che il vecchio Karol non se la prenda troppo. Del resto non può pretendere di essere l'unico ad avere il diritto di circolare per Roma in sottana e coperto di lustrini». Com'è noto, la dottrina della Chiesa in materia sessuale consente solo l'eterosessualità consacrata dal matrimonio e finalizzata alla procreazione, ma il pensiero di Gesù appare decisamente più emancipato: «Le mie preferenze sessuali sono fatti miei, ma, in quanto figlio di una colomba e di una vergine, figuriamoci se mi faccio tanti problemi su chi va a letto con chi. L'importante è amarsi. Su questo non transigo, sapete, l'amore reciproco è il mio pallino». Il Messia spera di riuscire a indossare una toilette consona all'occasione, ma pare che in tutto il Paradiso non ci sia verso di trovare un boa di struzzo.


Fedifrago a poche ore dal matrimonio
Vergogna, Formigoni!
Giura fedeltà alla Lombardia
ma fa il cascamorto con l'Andalusia!


MILANO - Giuramenti di qui, promesse eterne di là. Ma l'uomo è uomo, anche se è un cattolico a tutta prova e si chiama Roberto Formigoni. Non erano passate ventiquattr'ore dalla cerimonia che ha commosso il Nord Italia e ha scandalizzato il resto della penisola, e l'uomo che, in un impeccabile abito blu, aveva giurato fedeltà alla Lombardia e al suo popolo nella Sala della Giunta, tradiva la regione cui aveva consacrato la propria esistenza. Ieri sera un fortunato e scaltro paparazzo ha immortalato Roberto Formigoni nel separé di un celebre ristorante milanese mentre davanti a una bottiglia di champagne, si abbandonava a tenere effusioni con una procace e affascinante regione spagnola, l'Andalusia. Accortosi troppo tardi della presenza del fotografo, l'esponente di Forza Italia ha cercato di proteggere sé e l'amica con una copia del Giornale, ma un metro quadrato scarso di carta non è bastato a nascondere l'ampia superficie della partner. Per la povera Lombardia, che dopo un lungo fidanzamento con Formigoni era finalmente riuscita a portarlo all'altare per ufficializzare il loro legame, peraltro solo civilmente, è stato un colpo durissimo. «Ma lei non è il tipo da fare scenate - dice il Piemonte, un vicino che la conosce bene -. Si butterà nel lavoro, come ha sempre fatto. Bisogna capire anche Formigoni. E' un bell'uomo, giovane, mentre la Lombardia ha i suoi annetti, è piuttosto freddina e pensa un po' troppo al lavoro. E quando ti passa davanti quel bel pezzo di spagnola caliente, tutta flamenco e suggestioni arabe, bè, è difficile rimanere insensibili». Un altro collega, il pettegolo Veneto, sdrammatizza: «Xera solo un matrimonio d'interesse, lui si è messo co la Lombardia solo parché ela g'ha i sghei. Xé ela che lavora, lu non fa gnente dal matìn a la sera e pensa solo a farse belo in tivù».


ATTENZIONE! NOTIZIA CINICA!

Grazie al referendum bocciato, uno spiraglio per le sorelline siamesi
Bertinotti: «Una gemellina vivrà,
l'altra potremmo recuperarla con il proporzionale»


ROMA - Dove la medicina è impotente, interverrà l'ingegneria costituzionale. E per Janeth, la più debole delle gemelline siamesi peruviane che dovrebbe essere sacrificata per salvare la vita alla sorella, si riaccende un debole lume di speranza. Un pool di politici filo-proporzionalisti è sceso in campo per fermare i chirurghi senza cuore, e propone di recuperare la bambina grazie alla quota proporzionale, salvata grazie alla bocciatura del referendum di domenica scorsa. Sotto accusa il chirurgo Carlo Marcelletti, disposto ad eseguire l'operazione che potrà assicurare la sopravvivenza solo alla più forte delle due neonate. «Altro che medicina, questo è delirio maggioritario - tuona Fausto Bertinotti -. Nemmeno Mario Segni o Antonio Di Pietro arriverebbero a tanto. No, la questione delle gemelline va risolta indicendo al più presto le elezioni politiche». Ancora più accorato l'appello di Clemente Mastella, che ricorda un altro celebre caso di gemellini siamesi in pericolo di vita, Ccd e Cdu, salvati dalla quota proporzionale: «Erano piccoli, malformati e incapaci di respirare da soli. La medicina ufficiale li aveva condannati a morte. Io e Pierferdinando Casini abbiamo confidato nel proporzionale, e guardate qui: a tre anni di distanza i due fratellini vivono separati, Ccd nel Polo, e Cdu nel centrosinistra, anche se ha cambiato nome e si chiama Udeur. Sono sempre microscopici, ma hanno un appetito formidabile».

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