Premiership o leadershit? Operazione-simpatia del presidente del Consiglio
Amato: «Sono più federalista di Bossi e anche più bello di Rutelli»
ROMA - «Una Camera delle Regioni? Ma due, tre, una suite intera! Ma adesso voglio raccontarvi di quando, da bambino, facevo i capricci per avere doppia porzione di devolution...» E' una sorpresa dietro l'altra, il nuovo Giuliano Amato. Dopo l'inatteso outing milanese in cui ha rivelato di
essere federalista da sempre («sì, è vero, nel '92 sostenevo che era una boiata da manicomio, ma era solo timidezza»), oggi il premier ha stupito Roma con un'altra dichiarazione-choc. «Siamo giusti - ha detto durante una conferenza organizzata dalla sezione capitolina delle Federcasalinghe - il vero fascino virile da antico romano, con l'occhio fermo e la mascella volitiva, trova in me un'incarnazione molto più riuscita che in Francesco Rutelli. E, in confidenza, so anche stirare le camicie alla perfezione». Sconcerto fra le astanti, che, pur contemplando Amato dai più inusuali
punti di osservazione (a testa in giù, con il cestino della carta straccia in testa, dietro un paio di occhiali deformanti), nemmeno con tutta la cortesia e buona volontà possibili sono riuscite a trovare conferma di quanto sosteneva. «La smania di farsi scegliere come candidato dell'Ulivo gli sta dando un po' alla testa - ammette, imbarazzato, il suo consigliere per le pubbliche relazioni -. Gli avevo già suggerito un pizzico di discrezione quando ha voluto dimostrare di essere più omofobo del Papa. Ma
lui è deciso a piacere a tutti entro la primavera del 2001 e proprio perché sa che alla maggioranza degli italiani risulta simpatico come una cacca di cane, ha deciso di non lasciare nulla d'intentato. Lo vede quel pacco? E' il costume da pizza margherita che indosserà nella sua prossima visita a
Napoli».
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