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  2000
Non solo Sydney: record europeo a Verona
Tre soli nazisti contro ben un ebreo!

VERONA - Sarà un caso che anche Fioravanti e Rummolo, gli olimpionici azzurri del nuoto, si allenino proprio nella città scaligera? E' ancora Verona a regalarci un record dei più esaltanti: uno sparuto commando composto da soli tre naziskin ha affrontato Luis Marsiglia, un temibile professore ebreo di mezza età, mettendolo kappaò. La vittoria risale alla notte di lunedì scorso, ma a causa della differenza di fuso orario fra Verona e il mondo civile, è stata resa nota solo ieri sera. Un risultato nato dal coraggio e dalla determinazione ma aiutato anche dal caso: gli altri due naziskin che dovevano partecipare all'aggressione avevano dato forfait perché mamma non gli aveva lucidato gli anfibi. L'impresa veronese oscura perfino i giganti continentali nella specialità pestaggio razzista, i tedeschi, che nelle aggressioni contro i non-ariani mai si sono sognati di scendere sotto il rapporto quattro contro uno. Ancora ignota l'identità dei tre giovani eroi, che sono scesi in gara con il volto protetto da un casco integrale, per un lodevole senso di modestia e anche per proteggersi dalle pericolosissime armi di Marsiglia, noto per mirare al cervello ariano con discorsi penetranti ed efficacissimi contro le persecuzioni razziali. Ora i veronesi sperano che il fantastico trio si sveli almeno in occasione della premiazione. «Ragazzi meravigliosi, ma temerari - mormora trasognata la sindachessa della città dell'Arena -. Hanno vinto, correndo però rischi gravissimi. Solo in tre, e disarmati, a parte quelle spranghe e poche spanne di fil di ferro». Già una formazione e un equipaggiamento appena sufficiente, nella tradizione nazista, ad aggredire una donna ebrea o un ragazzino di colore, non un uomo adulto con tanto di barba. Luis Marsiglia ha sportivamente fatto i complimenti ai tre vincitori pur ricordando che, come nel calcio, anche nel pestaggio razzista spesso un uomo in meno è un vantaggio: «E' stata una sorpresa - ha detto lo sconfitto -, quando ho visto che mi venivano addosso solo in tre, mi sono guardato intorno cercandone altrettanti. Se non avessi perso quei secondi preziosi, forse l'incontro sarebbe finito diversamente».

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