Cani e porci: il governatore del Lazio colpisce ancora Testi marxisti anche all'asilo:
Storace mette al bando la Pimpa!
ROMA. Un autore notoriamente di sinistra. Una cagnolina pezzata, ma solo di
rosso. Un padrone di nome Armando che probabilmente di cognome fa Cossutta
e ha due mustacchi alla Stalin. Il tutto ammannito senza pudore alle menti
tenere e curiose dei bambini italiani. Dopo il Camera-Fabietti, famigerato
opuscolo marxista contrabbandato nelle scuole superiori come manuale di
storia, nel mirino di Francesco Storace arrivano i libri della Pimpa di
Altan, in libera circolazione nelle biblioteche di tanti giardini
d'infanzia.
««E' uno scandalo - tuona l'ex Epurator -. Le maestre degli
asili statali, educate alla scuola sovietica di Berija, continuano a
privilegiare questi sudici libelli comunisti che, oltre a sottrarre tempo
prezioso a sane esercitazioni paramilitari sotto la pioggia e a spedizioni
punitive contro i compagni di etnie diverse, rammolliscono l'infanzia
istillando vizi pericolosi come la tolleranza e il senso dell'umorismo. E'
ora di sottrarre i nostri figli all'influenza di questa cagna bolscevica e
degenerata, per restituirli a un canide ben più glorioso: la Lupa
capitolina»».
La serie incriminata, per di più, propone una visione faziosa
e distorta della storia del Novecento. ««Nella collana della Pimpa -
sottolinea il presidente della Regione Lazio - c'è di tutto, da "Pimpa e la
stella Lulù" a "Pimpa e la mela volante". Nessuna traccia di "Pimpa alla
battaglia del grano" o di "Pimpa e le foibe". E poi ci sorprendiamo se i
quattrenni italiani non sanno nulla di El Alamein o della luminosa figura
di Ettore Muti»». Un'apposita commissione verrà istituita nei prossimi
giorni per ripulire gli scaffali degli asili dalla propaganda rossa e
preparare un elenco di testi più raccomandabili. Fra i titoli indicati per
forgiare il bambino laziale, ««Balillino e Manganella contro i sette Cervi
malvagi»», ««Le filastrocche di Mago Benito»», ««Impara a contare fino a sei
milioni con zio Adolf»».