Legulei da tutto il mondo già arruolati nel Settimo Cavilleria.
Avvocato! Zio Al ha bisogno di te:
entra anche tu nella Gore Army.
WASHINGTON. Sulle note di «It's A Long Way To The Old Bailey», il primo
contingente inglese si è appena imbarcato per gli Stati Uniti. A breve lo
seguiranno il battaglione civilista «Code Napoléon» dalla Francia e la
leggendaria divisione corazzata tedesca dei «Panzeradvokaten»; ad essi si
aggiungeranno la legione «Hammurabi», che raccoglie il fior fiore dei
pedanti mesopotamici e perfino un manipolo di causidici della Sacra Rota
vaticana armati di letali codicilli in latino ecclesiastico. Al loro arrivo
a Nashville, quartier generale di Al Gore, li aspettano un corso accelerato
di diritto costituzionale americano e uno stage sulla conta manuale dei
voti. Sono ormai migliaia gli avvocati che da tutto il mondo hanno risposto
all'appello disperato del candidato democratico: il suo esercito di legali,
stremato da settimane di lotta all'ultimo ricorso, ha urgente bisogno di
truppe fresche per l'ultima, strenua resistenza contro la falange legale
del suo rivale George W. Bush.
Era dai tempi della guerra civile spagnola
che non si vedeva una mobilitazione tanto imponente e trasversale. Ogni
paese contribuisce secondo le sue possibilità: il Foro Artico ha già messo
a disposizione di Gore tre orsi bianchi esperti in controversie
territoriali fra vecchi maschi, dall'Africa subsahariana partirà in blocco
il celebre studio legale sciamanico «Grande Spirito», e i Dayak cacciatori
di teste, pur di partecipare alla storica impresa, si priveranno del pezzo
più prezioso della loro collezione, il cranio di un avvocato olandese
catturato nel 1912 al largo di Sumatra. Solo in Italia gli arruolamenti
languono: la difesa di Silvio Berlusconi e il patrocinio dei boss mafiosi
assorbono da soli il novanta per cento della popolazione avvocatizia
italiana, e il nostro plotone può contare per ora solo su poche decine di
giovani praticanti stanchi di essere sfruttati negli studi legali e qualche
vecchio azzeccagarbugli di provincia in cerca di una botta di vita. Un vero
peccato, perché Al Gore contava molto sull'alleato italiano: «I vostri
processi civili sono i più lunghi del mondo - aveva scritto ai nostri
avvocati - Se mi aiuterete, potremo rimandare l'insediamento del 43esimo
Presidente almeno fino al 2056».
Ahi-tech: drammatica circolare di Veronesi dopo l'allarme-telefonini. «Il cellulare fa male,
smettete di mangiarlo».
ROMA. Addio spezzatini di Motorola e costate di Nokia. Dopo la carne rossa,
contaminata dal morbo mucca pazza, dal menù degli italiani sparisce
un'altra portata, e fra le più apprezzate: il cellulare. Il ministro della
Sanità Veronesi non solo ha deciso di seguire l'esempio del suo omologo
inglese, che ha imposto ai produttori di telefonini di stampigliare
sull'apparecchio la scritta «Nuoce alla salute», ma si è spinto oltre,
invitando con una circolare la cittadinanza a non mangiarlo, né crudo né
cotto. «Come al solito, le nostre norme sono le più severe d'Europa - si
compiace Veronesi -. Nessun paese dell'Ue ha ancora vietato il consumo
alimentare dei telefonini. E' anche vero che siamo l'unico paese in cui c'è
rischio che qualcuno addenti un telefonino, visto che, come ha denunciato
il mio collega De Mauro, un terzo degli italiani risulta analfabeta e
dunque non è in grado di comprendere le istruzioni del libretto».
Secondo le ricerche effettuate in Inghilterra, il cellulare emette onde
elettromagnetiche potenzialmente dannose e può provocare danni cerebrali ai
bambini, dal surriscaldamento degli emisferi alla perdita di memoria.
Straziante il caso di uno scolaretto di Manchester, che dopo
ventiquattr'ore di uso intensivo del telefonino aveva dimenticato quasi
tutti i nomi dei Pokemon e passava il tempo risolvendo equazioni di terzo
grado. L'ordinanza del nostro Ministero della Sanità dovrebbe metterci al
riparo da simili tragedie; in più, a chi proprio non può rinunciare alla
scorpacciata quotidiana di telefonino, il documento di Veronesi suggerisce
un'alternativa sana e innocua: il cellulare di pollo. «E' leggero e a basso
tenore di colesterolo, e ogni chiamata costa solo dieci chicchi di
granturco».