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Dopo il caso Panajot, giro di vite del ministro Bianco
Solo gli autisti italiani
potranno investire i bimbi italiani


ROMA - Lo sdegno popolare contro la scarcerazione di Bita Panajot ha avuto i suoi effetti. Da domani nessun pappone albanese potrà maciullare un bambino italiano sotto le ruote della sua Bmw e sperare di cavarsela. Questo privilegio sarà riservato esclusivamente ai papponi di pretta nazionalità italiana. «Basta con l'anarchia - ha tuonato il ministro dell'Interno Enzo Bianco, che ha ideato il provvedimento -. I nostri figli hanno il diritto di essere investiti da connazionali in regola con le tasse e dotati dell'elettorato attivo e passivo. Agli stranieri motorizzati sarà consentito uccidere solo bimbi in una vasta rosa di etnie non italiane, dai piccoli rom agli scolaretti cinesi». La decisione di Bianco ha incontrato il plauso di maggioranza e opposizione, compresi gli esponenti più oltranzisti di Lega Nord e An: «Con questa crisi della natalità - afferma Francesco Storace - i bambini da investire sono già insufficienti per gli automobilisti italiani. Figuriamoci se possiamo sprecarli con autisti albanesi o marocchini». Fra i pochi perplessi, Livia Turco, poco favorevole a un progetto che potrebbe cancellare un importante momento di incontro fra popoli e culture diverse: «Mettere sotto un bambino italiano e fuggire, in fondo, dimostra che l'immigrato si è perfettamente integrato nel nostro tessuto sociale, accettandone in pieno regole e valori», sostiene il ministro della Solidarietà sociale. Ma anche il diritto del pirata della strada italiano a investire bimbi italiani non sarà assoluto e indiscriminato. Il ministero dei Trasporti sta mettendo a punto una tabella che indicherà il numero di piccole vittime consentite per tipo di veicolo. Il conducente di un'autovettura, a prescindere dal tipo di cilindrata, dovrà limitarsi a investire due bambini a piedi, uno solo se in passeggino o in bicicletta. Per l'autista di Tir in viaggio sull'autostrada il tetto è innalzato fino a quindici.

Inutile la mediazione del «popolo di Seattle»
Premier Ue contro poliziotti:
primi tafferugli al vertice di Nizza


NIZZA - Vengono da tutta Europa. La loro età oscilla fra i cinquanta e i settant'anni. Parlano di alti ideali, ma il loro obiettivo è uno solo: mangiare, bere a sbafo e menare le mani. Sono i quattordici premier europei convenuti a Nizza per quello che, nel loro gergo, chiamano «vertice», in realtà uno scomposto raduno in cui dare libero sfogo alle rivalità nazionali e vendicarsi di torti veri o presunti. Preceduta da sanguinosi scambi di offese a distanza, la conferenza ha già cominciato a far sentire i suoi effetti. Oggi la polizia nizzarda ha dovuto sedare le prime risse: l'arbitro italiano Romano Prodi è stato aggredito dagli hooligans di Downing Street capitanati da Tony Blair, il francese Chirac ha lanciato sul tedesco Schroeder alcune molotov a base di carne bovina sospetta, l'ultrà iberico Josè Maria Aznar, cosparso di benzina, si è incatenato al potere di veto sui fondi europei minacciando di darsi fuoco. Ad avere la peggio è stato Giuliano Amato, che inalberava uno striscione inneggiante all'«estensione del voto nella Ue a una maggioranza qualificata nella prospettiva di un allargamento» ed è stato malmenato da tutti gli altri premier. Per placare gli animi, il comune di Nizza, sull'esempio dell'Olanda in occasione degli ultimi Europei di calcio, aveva offerto ai quattordici capibranco birra analcolica e prostitute a prezzi scontati, ma non è servito a smorzare la loro bellicosità. Ora si teme che il vertice Ue possano turbare la pacifica assemblea anti-globalizzazione in programma a Nizza nelle prossime ore, anche se il «popolo di Seattle» appare rilassato e disponibile ad ascoltare le ragioni dei capi di governo. «In fondo sono poveracci che temono di perdere il posto di lavoro», commenta un giovane manifestante.

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