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  PAGINATRÉ 2001
Zoccolo duro: inutili le lusinghe di Polo e Ulivo
Elezioni 2001, Varenne corre da solo

ROMA - Berlusconi gli aveva offerto un seggio al Senato e un collegio blindato ad Agnano per il suo veterinario. Rutelli, pur di averlo in scuderia, gli proponeva un ministero a sua scelta: la Cultura, i Trasporti o addirittura la Farnesina, in considerazione del suo prestigio internazionale. Ma Varenne, il baio italiano entrato nella leggenda dopo la vittoria al Prix d'Amérique, ha detto no. A un galoppatore come lui, fa sapere, non si addice una tipica corsa agli ostacoli come la competizione elettorale. Ma se dovesse decidere di scendere in pista, correrà da solo, come ha sempre fatto.
«Non mi riconosco in nessuno degli schieramenti - ha detto il celebre quadrupede -. Non mi fido di Berlusconi, uno che si fa chiamare Cavaliere solo perché è alto come un fantino. E non mi attira neanche il centrosinistra, margherite di qui, girasoli di là, ma di avena nemmeno l'ombra. Rutelli? Bella criniera, discreti garretti, ma rischia di rimanere al palo».
Pare che in privato Varenne si sia lasciato andare a giudizi anche più taglienti, definendo entrambi i Poli «un'accozzaglia di brocchi e di somari bravi solo a scalciarsi a vicenda». E si vocifera che nella scelta di Varenne abbia avuto un peso decisivo il parere del suo driver, Giampaolo Minnucci, che ha imparato a sue spese quanto può costare inserire un fuoriclasse in una scuderia infida. Nel 1997 l'uomo seguiva un altro cavallo promettente, Tonino Di Pietro, un balzano molisano sulla cresta dell'onda dopo i successi nel Trofeo Mani Pulite di Milano. Minnucci si lasciò convincere a cederlo a Massimo D'Alema, che voleva farlo correre al Mugello contro Giuliano Ferrara, un panciuto sauro di proprietà di Silvio Berlusconi. Tonino vinse staccando Ferrara di parecchie lunghezze, ma poco dopo, nelle scuderie uliviste, incorse in una serie di misteriosi incidenti (sabotaggi?), e ora è considerato da tutti un cavallo zoppo.


Le aziende informano: Il pupazzo che fa impazzire gli italiani ora è in tante nuove versioni
Dopo «Berlusconi Operaio»,
in arrivo «Berlusconi Esploratore» e «Babysitter»!


ROMA - Con il tuo «Silvio Berlusconi» le meraviglie non finiscono mai! Il celebre nanetto della tivù, lanciato negli anni Ottanta nelle classiche versioni «Craxi's Best Friend» e «P2», e rinnovato nei Novanta come «Leader di Forza Italia» e «Super Indagato», arriva nei negozi con una nuova serie di look sorprendenti. Il più originale? «Berlusconi Operaio», per vivere insieme al tuo eroe preferito le ruvide emozioni della catena di montaggio e del turno di notte. Potrai accompagnarlo ai cancelli della fabbrica, farlo pestare dalla polizia durante le manifestazioni, esporlo alle peggiori malattie professionali, tagliargli il salario e licenziarlo in tronco. Un divertimento senza fine, grazie ai numerosi accessori contenuti nella confezione: l'elegante tuta blu, ideale in reparto e per lo jogging, che si trasforma in un gessato dell'Upim per le occasioni importanti, una chiave inglese, una pensione riducibile a piacere, uno striscione da esibire in corteo e una cassetta del pronto soccorso per le prime medicazioni. Ma non è finita! Entro la primavera 2001, dal tuo giocattolaio, troverai anche il fantastico «Berlusconi Esploratore», pronto a tuffarsi nei luoghi più selvaggi per costruirvi ponti e raddoppi autostradali (bustarelle per gli amministratori locali acquistabili separatamente), e l'incantevole «Berlusconi Babysitter», che ti culla con le sue meravigliose favole (in dotazione un disco contentente 15 fiabe classiche da campagna elettorale, da «Un buon lavoro anche per te» a «Più rispetto per l'ambiente»). E, da maggio, non lasciarti sfuggire il pezzo forte della collezione, il «Berlusconi Premier», versione aggiornata e migliorata dell'analogo prodotto del 1994 (ritirato dal commercio perché perdeva i pezzi e si sfasciava dopo pochi mesi). Sempre abbronzato, sempre sorridente, con i suoi magici capelli che si infoltiscono all'avvicinarsi delle elezioni, «Berlusconi» è l'amico che non ti abbandona mai: grazie alle sue dimensioni ridotte, sta dappertutto, nello zainetto, a Palazzo Chigi e soprattutto sui coglioni! E, per divertirti ancora di più col tuo «Berlusconi», chiedi al tuo negoziante di fiducia gli irresistibili personaggi della linea «Casa delle Libertà»: «Fini», l'amico nero, «Casini», lo sportivissimo boyfriend e «Bossi», l'irresistibile orango ammaestrato! AVVERTENZE. Per la realizzazione del giocattolo «Berlusconi» non sono stati eseguiti sondaggi su animali. Attenzione: contiene piccole parti. Leccargli il culo può determinare reazioni allergiche, necrosi linguale, direzione di un Tg Mediaset. Non adatto a bambini sotto i tre anni e a comunisti sopra i cinque. Non incendiare. Non ingerire. Non sottoporre faccia-a-faccia con Francesco Rutelli. Non disperdere nell'ambiente. Non consegnare ai giudici.

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