Lia Celi si ritira: questa settimana Paginatré la scrive lui
Berlusconi: «Sono il migliore del mondo»
ROMA - «Nessuno come me ha alle spalle una carriera da tycoon, la fondazione
del partito che guida. Non c'è personalità politica che possa confrontarsi
con me. Non c'è nessuno sulla scena europea e mondiale che possa pretendere
di confrontarsi con me. Sarò tacciato di ambizione, ma nessuno dei
protagonisti della politica ha la stessa storia: anche chi guida un partito
non è stato lui a fondarlo, non ha la storia personale che ho io. Sempre e
comunque sono io in vantaggio. Quando incontro un ministro, un primo
ministro, un Capo dello Stato, sono loro che devono cercare di essere più
bravi di me. Ripeto, mi spiace dirlo, ma di fronte alle cose risibili che
sento dire dalla sinistra europea, che cerca di far vedere che anche loro
sono bravini e non si sognano neppure quello che possiamo fare noi, era
giusto chiarire alcune cose».
NOTA. Lia Celi si scusa con i lettori di Paginatré, ma nessuna battuta
delle sue, nemmeno la più mordace e invelenita, reggeva il confronto con le
autentiche dichiarazioni di Silvio Berlusconi in occasione dell'incontro
con i dirigenti laziali di Forza Italia, in data 7 marzo 2001. Un
capolavoro della satira mondiale, da sganasciarsi dalla prima all'ultima
riga, una girandola di boiate di fronte al quale anche il genio satirico
meglio attrezzato non può che inchinarsi e farsi da parte. Riconosciuto che
mai, dovesse campare cent'anni, riuscirà ad inventarsi qualcosa di
altrettanto ridicolo e offensivo nei confronti del leader del centrodestra,
l'autrice di Paginatré ha deciso di riempire lo spazio di questa settimana
con le testuali parole pronunciate da Berlusconi, resistendo alla
tentazione di aggiungere in chiusura il classicissimo «lo portano via».
Ammesso che Lia Celi possa riprendersi dallo smacco subito, Paginatré
tornerà nella sua forma consueta la prossima settimana.
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