L'esame del Dna conferma un atroce sospetto
Nel '45 qualcuno scambiò le culle: l'Italia nata dalla Resistenza oggi fa la cuoca a Toronto!
ROMA - Qualche dubbio sulla sua vera identità aveva cominciato a serpeggiare
fin dalle elezioni del 1948, quando la piccola si gettò entusiasticamente
fra le braccia dei democristiani, a dispetto dei socialisti e dei comunisti
che avevano fatto mille sacrifici per metterla al mondo. E col passare
degli anni, diventava sempre più difficile riconoscere in un Paese brutto,
gretto e arrivista la stupenda neonata apparsa a Milano in quel luminoso 25
aprile 1945, l'Italia nata dalla Resistenza. Solo oggi viene a galla
un'allucinante verità: quell'Italia venne trafugata nella culla pochi
giorni dopo la Liberazione, e sostituita da un paese neonato di origine
oscura. La rivelazione si deve a un anziano ex partigiano che qualche mese
fa, in punto di morte, decise di togliersi dalla coscienza un peso che lo
opprimeva da quasi mezzo secolo, e raccontò ai magistrati l'incredibile
scambio di Paesi. Un intrigo voluto dagli Stati Uniti, cui la piccola
Italia figlia delle Brigate Garibaldi e di Giustizia e Libertà faceva
paura, e realizzato facilmente nel clima confuso ed esaltato dell'immediato
dopoguerra, quando le città pullulavano di bambini abbandonati.
Approfittando di un momento di distrazione dei partigiani, alcuni rapitori
prezzolati sottrassero l'Italia resistenziale dal suo lettino e la
caricarono su un piroscafo in partenza per l'America del Nord, dove seguì
la sorte di tanti orfani italiani destinati a placare la sete di paternità
di ricche coppie yankee senza figli. Dalle indagini in corso, risulta che
la piccina venne adottata da una famiglia di Chicago, ma dimostrò ben
presto il temperamento indipendente e battagliero dei suoi genitori
antifascisti e degli avi garibaldini. Rinnegata dalla famiglia adottiva per
le sue simpatie di sinistra, manifestò da piccolissima contro l'esecuzione
dei Rosenberg e le guerre in Corea e in Vietnam e, dopo un'esistenza
avventurosa, ma sempre spesa dalla parte dei deboli e degli oppressi, si
trasferì in Canada. Oggi alterna al modesto lavoro di cuoca in un
ristorante di Toronto al generoso attivismo nelle file del «popolo di
Seattle», che ha accolto con simpatia quella indomabile cinquantaseienne
dalla curiosa forma a stivale, sempre vestita di bianco, rosso e verde.
Inevitabile chiedersi che ne sarebbe stato di lei se fosse cresciuta nel
suo ambiente, e come saremmo noi italiani, se potessimo chiamare patria
quell'Italia nobile e idealista invece che questo meschino paesucolo.
Informata della sua vera identità, l'Italia nata dalla Resistenza ha
ammesso, pur con la morte nel cuore, di sentirsi ormai troppo in là con gli
anni per accollarsi cinquantasei milioni di figli non suoi, la metà dei
quali di destra.
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