Molestia a parte: non ci si può proprio fidare più di nessuno Anche un sospettabile
nella gang dei pedofili!
ROMA - Le cronache ci hanno insegnato a mettere in guardia i nostri figli da
medici, insegnanti, bidelli, perfino da nonni e zii. Ora scopriamo di non
poterci più fidare nemmeno dell'ultima categoria sociale finora esclusa
dalle reti dei pedofili: i sudicioni fatti e finiti. La notizia che fra i
personaggi coinvolti nell'inchiesta romana sui «cacciatori di bambini»,
oltre ai tanti insospettabili, c'è anche Antonio Jaccherozzi, anziano
esibizionista conosciutissimo nei giardinetti del quartiere Tiburtino, ha
gettato nell'angoscia decine di mamme e papà. «Se penso a quante volte gli
ho lasciato i pupi - geme una signora -. Sapevo che gli piaceva mostrare il
pisello ai bambini, ma ormai in tivù si vede molto peggio. Vabbè, magari
gli metteva pure una mano nei calzoncini, però più in là non si spingeva.
Mica come mio cognato, che gli salta addosso senza nemmeno regalargli un
peluche».
Nudo sotto l'impermeabile, estate e inverno, occhio libidinoso,
mani viscide, sempre pronte a offrire ai ragazzini un dolcetto o un
giornalino hard, Jaccherozzi sembrava non avere proprio nulla da
nascondere, e in questo mondo pieno di insidie invisibili era diventato una
presenza rassicurante ed amichevole. «Certo che a mio figlio facevo le
dovute raccomandazioni - racconta un padre affranto -. Gli dicevo sempre:
se ai giardini un signore ti offre le caramelle, dopo vai subito a lavarti
i denti».
Una vera doccia fredda per chi si illudeva che fra gli sporcaccioni vecchio
stampo si trovasse ancora un po' di pudore. E ora i giovanissimi rischiano
di vedere un lupo cattivo anche nell'adulto più innocuo. «Ormai la mia
bambina ha paura perfino del maniaco che le fa telefonate oscene tutti i
giorni - confida una mamma del Tiburtino -. Le ho spiegato che non c'è
niente da temere. Tanto la bolletta la paga lui».