Cariche istituzionali: finalmente una soluzione che accontenta tutti
Pera al Senato,
Sniffata alla Camera
ROMA - Ci sono voluti lunghi negoziati, calcoli complessi ed estenuanti
tiramolla. Ma alla fine, grazie alla consulenza di un prestigioso pool di
saggi (l'ingegner Rubik, lo scacchista Garry Kasparov e Pedro Ramirez,
esperto di enigmistica del Cartello di Medellìn), il rebus delle nomine
istituzionale è stato felicemente risolto, con piena soddisfazione per
tutti gli inquilini della Casa delle Libertà. E così, poche ore dopo la
trionfale elezione del professor Marcello Pera alla presidenza del Senato,
sullo scranno più prestigioso di Montecitorio, in un'atmosfera
insolitamente eccitata, è salito Cosimo Sniffata, neo-deputato della Casa
delle Libertà nelle liste di Forza Italia. Proposto dal centrodestra
(malgrado qualche perplessità da parte di An, che del resto era contraria
anche a Pera), ma non sgradito neppure a vasti settori dell'opposizione,
Sniffata è ricercatissimo nei salotti romani e milanesi, ed ha parecchi
estimatori nel mondo dello spettacolo e dello sport. «Quando lo conosci,
non ne puoi più fare a meno - dicono di lui i suoi fans -. Sa tirarti sù il
morale, ti fa dimenticare la stanchezza. Senza di lui, un party si
ammoscia». Grazie a lui, la sonnolenta atmosfera di Montecitorio presto
sarà solo un ricordo e il Parlamento potrà licenziare in tempi brevi le
imponenti riforme previste dalla nuova maggioranza. Nei pochi minuti fra la
sua elezione e il discorso d'insediamento, l'iperattivo Sniffata ha stilato
il calendario dei lavori parlamentari: centoquindici leggi da discutere e
approvare solo nella prima seduta, al ritmo di quattordici al minuto.
Quindi si è recato al Quirinale, dove ha ricevuto gli auguri di Ciampi, ha
cantato l'Aida, si è scatenato in un mambo, ha ingaggiato una partita di
calcio con i corazzieri e si è impegnato a difendere la Costituzione, tutto
in trenta secondi netti. Al termine dell'incontro, si è infilato nel doppio
fondo di una valigia, suo abituale mezzo di trasporto, e si è fatto portare
nella sua residenza romana di Colle Oppio. Un dinamismo irrefrenabile, lo
stesso che ha permesso a Sniffata di scavalcare sul filo di lana candidati
di riguardo come Pierferdinando Casini e la leghista Mariapia Ecstasy.
«Peccato - osserva Bobo Maroni -. Solo l'Ecstasy sarebbe riuscita nel
difficile compito di riavvicinare i giovani al Parlamento».
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