Katmandù, e la Quercia non c'è più! COME IN NEPAL!
Strage nella famiglia reale Ds, sotto accusa il principe D'Alemandhra
Sanguinoso tramonto per la dinastia più malandata dell'Estremo Oriente.
Asserragliato nella cittadella rossa, il folle ex monarca giustifica le sue
mani lorde di sangue: «E' quello che intendo io per dibattito
precongressuale». Poi tenta di suicidarsi uscendo con Livia Turco. In
catene il cuoco di corte, l'avvelenatore malese Gianfrang Vissandhi.
Tragico il bilancio: gli aggrediti stanno tutti benissimo. Ecco i nomi più
illustri coinvolti nell'agghiacciante vicenda.
PHOLEENA. Sul giovane ciambellano, considerato uno dei maggiori
responsabili della clamorosa disfatta Ds contro il sultanato del Berlustan,
si è accanito il furore di D'Alemandhra, dal quale Pholeena si è salvato
grazie a una sua particolare qualità: nei momenti più drammatici diventa
assolutamente incolore. Ha sempre negato di voler traghettare il regno
verso l'induismo, ma sta di fatto che dopo il 13 maggio i diessini in
Parlamento sono rimasti indù o tre. Legnoso e sempre accigliato, di lui si
dice che il dio Shiva l'abbia privato della facoltà di sorridere, ma lo
stesso Shiva nega: «No, è che proprio non capisce una barzelletta nemmeno a
fargli un disegno».
GAVINDRA ANJUSH. Un enigma per gli archeologi: si tratta di un autentico
rudere della civiltà nuragica che, per misteriosi motivi, da secoli risulta
perfettamente integrato in una remota landa dell'Asia diessina. Un fenomeno
che alcuni attribuiscono a un intervento extraterrestre, altri alla deriva
dei continenti, altri a una sfiga pazzesca. Considerato intoccabile, ma
anche inascoltabile, insopportabile e soprattutto inutile, Anjush non ha
mai aspirato al trono Ds (ha il carisma di un asse da bucato), ma è noto
per accendere la riscossa dei diessini con galvanizzanti grida di guerra.
La più recente, indirizzata al Berlustan vittorioso: «Staremo a vedere».
MAHATMA FASSINO. Monaco guerriero taciturno e ascetico, per mettere sù
qualche chilo spera nella prossima reincarcazione. Sarebbe uno dei
pretendenti più accreditati alla successione, anche se la sua altezza
spropositata (ha il capo incappucciato di nevi perenni) ha fatto sospettare
che in realtà si tratti di due acrobati birmani uno sulle spalle
dell'altro. Ma l'unica preoccupazione del Mahatma Fassino è di mantenere
nei Ds un clima unitario. Con pieno successo: ora fra i Ds si respira la
stessa aria di catastrofe che tirava all'Unità. D'Alemandhra, accusato dal
Mahatma di essere troppo devoto a Brahma di Potere, voleva tagliargli la
gola, ma si è arreso quando si è reso conto che per arrivarci occorreva una
scala a pioli.
FABIOMUSHI. Prima di finirlo, D'Alemandhra ha incrudelito su di lui
strappandogli la presidenza del gruppo Ds alla Camera. Poco male, visto che
dopo le ultime elezioni c'è poco da presiedere. Ma è stato l'estremo
affronto per questo combattivo oriundo giapponese, formatosi nella guardia
d'onore dello sfortunato imperatore Oketo. Negli ultimi tempi si era
impegnato a demolire il mito di D'Alemandhra, sostenendo che i suoi baffi
non sono un pegno d'amore della dea Kalì, che il suo leggendario talismano
politico (un dente cariato di Niccolò Machiavelli) è robaccia da autogrill,
e che i suoi elettori di Gallipoli non sono miracolosamente guariti da
tutte le malattie.
VELTRON RAJAH. E' il nemico storico di D'Alemandhra, che si sarebbe sfogato
sugli altri membri della famiglia Ds proprio per non essere riuscito a
farlo fuori: solo la recente incoronazione a Rajah di Romaputhra ha
sottratto Veltron alla furia omicida del suo livido rivale. Di aspetto
molle, sorridente e pacioso, amante delle arti, si circonda di musici e
giullari dai quali si fa ripetere per ore il suo poema epico preferito,
l'«Annisessantiade». Il popolo lo ama, ma non gli perdona una fallimentare
iniziativa: aver riproposto la raccolta di figurine Panini del Mahabharata.
Per collezionarle tutte (sono 12.098.563.909, l'album pesa da solo mezzo
quintale), migliaia di militanti sono finiti sul lastrico.