Altro che Genova! I Grandi vogliono solo un po' d'intimità Gli Otto scoperti
in un motel bavarese
SCHMUETZBURG (BAVIERA). Non aveva fatto una piega Herr Klopferdorf, il
simpatico gestore del motel Zimmerfrei, nel consegnare le chiavi della
camera 21 a quei due maturi signori in giacca e cravatta. Un americano alto
con lo sguardo non troppo sveglio e un nano pelato che ciarlava in
italiano. «Ne ho viste tante, di coppie strane - confessa l'albergatore -,
e la mia politica è farmi i fatti miei. Ma dopo li hanno raggiunti
l'inglese e il francese. E poi altri tre. Quando poi ho visto arrivare il
nostro premier Schroeder, che di solito viene qui in compagnia di qualche
bella signora, mi è venuto da vomitare». Gli otto figuri sono rimasti
chiusi in camera per ventiquattr'ore, aprendo la porta solo per raccattare
i panini recapitati dal bar. Quando sono usciti, alla spicciolata, avevano
stampata in viso l'aria ebbra e colpevole di chi ha appena vuotato fino
all'ultima goccia la coppa del piacere clandestino. Ma qualche pettegolo
aveva fatto la spia, e gli Otto Grandi hanno trovato il piazzale del motel
gremito di guardie del corpo, giornalisti e popolo di Seattle armato di
striscioni.
I premier, atterriti, hanno fatto retromarcia e hanno supplicato Herr
Klopfendorf di farli uscire da una porta secondaria, dalla quale hanno
tentato di seminare gli importuni con una fuga stile Lady Diana. «Non ne
possiamo più - si è sfogato l'inglese Tony Blair -. Ogni volta che proviamo
a riunirci, succede il finimondo. Altro che globalizzazione, noi vogliamo
solo farci un pokerino in pace fra colleghi, lontano dalle mogli e dai
marmocchi, con birra a fiumi, fumo a volontà e scoreggia libera. Non
potevamo aspettare fino al G8 di Genova, quel bischero di Jospin deve soldi
a tutti quanti e siamo a corto di moneta». Così i Grandi dell'Occidente
avevano pensato di riunirsi in incognito in un luogo sperduto e poco
appariscente, come questo romantico angolo della Baviera. E in futuro le
cose potrebbero farsi anche più complicate per i Grandi a caccia di
intimità. Non basterà eludere la sorveglianza di poliziotti, stampa e
manifestanti. «Bisogna assolutamente riuscire a smarcarci da
quell'insopportabile Berlusconi - brontola un premier che vuole rimanere
anonimo -. Le sue barzellette sono terrificanti, e canta malissimo. E per
di più a carte imbroglia».
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