Sorriso Durban: finalmente una risoluzione che non offende nessuno Congresso sul razzismo:
unanime condanna dei tirannosauri
DURBAN. Enormi rettili zannuti che conculcano i diritti delle razze più
indifese seminando sangue, morte e distruzione: un orrore che non deve
ripetersi mai più. In calce al documento, le firme di tutti i
capi-delegazione presenti a Durban. Chi temeva che il Congresso sul
razzismo si concludesse con un nulla di fatto, può tirare un sospiro di
sollievo: dopo giorni di faticosi negoziati, sempre sull'orlo della
rottura, il terreno di intesa fra tutte le nazioni è stato individuato.
Messe da parti le imbarazzanti accuse di razzismo contro Israele, le
fastidiose richieste di risarcimento ai paesi occidentali macchiatisi di
schiavismo e mille altre recriminazioni retrospettive utili solo ad
accendere una zuffa planetaria, i diplomatici hanno stilato una risoluzione
che ha conquistato il plauso unanime: i tirannosauri erano davvero molto
cattivi, e il loro atteggiamento nei confronti delle altre specie
preistoriche può essere definito come una vera e propria apartheid.
Decisiva la mediazione del reverendo Desmond Tutu: «Al Congresso sul
razzismo bisognava pur condannare qualche razzista - ha spiegato il Nobel
sudafricano -. Il problema era non offendere eventuali discendenti o
alleati permalosi, il che rendeva impossibile prendersela con razzisti
vissute negli ultimi tre millenni. Abbiamo proposto gli Spartani e la
delegazione greca ha minacciato di andarsene. L'ipotesi di condannare il re
Nabucodonosor ha suscitato le proteste degli irakeni. Atlantide sarebbe
stata l'ideale, ma purtroppo non ci sono stati tramandati episodi di
razzismo riguardanti gli atlantidesi. I tirannosauri, invece, hanno messo
d'accordo proprio tutti. Erano bruttissimi, sanguinari e nemmeno gli Usa
hanno speso una parola di giustificazione per loro. Essendo completamente
estinti, nessun loro discendente dovrebbe venire a romperci i coglioni, ma
per sicurezza abbiamo espulso da Durban tutte le lucertole».
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