Afghanistan: costernazione nel mondo dopo la liberazione della capitale Anche senza i Taliban
Kabul fa schifo lo stesso
KABUL. Le illusioni sono durate pochi minuti. Per la precisione, finché
Radio Kabul ha ricominciato a diffondere le note di una famosa canzone
d'amore afghana, messa fuorilegge dai Taliban. Alla fine della prima
strofa, molti hanno dovuto ammettere che in fondo gli studenti coranici non
avevano tutti i torti. «Stavo per ritornare di corsa nella mia patria -
confessa un perseguitato fuggito in Pakistan -, ma appena ho risentito
quella roba ho pensato che non c'è poi tutta questa fretta». La più
sorpresa è l'opinione pubblica occidentale, che grazie a giornali e tivù si
era persuasa che lo squallore della capitale afghana fosse un malefico
sortilegio gettato dai fanatici Taliban, e che, una volta cacciati il
mullah Omar e i suoi seguaci, Kabul sarebbe diventata la succursale
asiatica di Parigi. Le televisioni hanno mostrato casermoni agghiaccianti,
spiazzi brulli, alberelli sparuti e, dissolto l'intrigante mistero delle
barbe e i burqa, i kabulesi maschi e femmine hanno rivelato facce
insignificanti, esattamente come se ne trovano in ogni parte del mondo. I
profughi di più vecchia data continuavano a ripeterlo: la colpa non è né
dei sovietici né dei taliban, l'Afghanistan è sempre stato un postaccio di
suo fin dai tempi di Alessandro Magno. Proprio a Kabul, infatti, il
condottiero macedone dovette interrompere la sua leggendaria avanzata verso
est: le sue truppe, scandalizzate dalla desolazione del luogo e dall'infame
cucina pashtun a base di budella di montone, lo piantarono in asso e se ne
tornarono difilato in Grecia. Il territorio era talmente povero che perfino
le selvagge orde di Gengis Khan, venute per razziare, si sentirono in
dovere di fare una colletta di beneficienza. Ore d'ansia anche per
l'ottantenne ex re Zahir Shah, da tempo in esilio a Roma, che si era
impegnato a tornare a Kabul dopo la cacciata dei taliban. Agli inviati
afghani venuti a prelevarlo, il nobiluomo si è rifiutato di aprire la porta
del suo appartamento ai Parioli, sostenendo di essere la signora Assunta
Caccavale vedova Fiasconi.
STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?