Perché tuo figlio possa delinquere sereno Parte Berlusthon, maratona benefica per la lotta contro i giudici
ROMA - In sei mesi il cancro della legalità in Italia potrebbe essere
debellato per sempre. Ma per realizzare questo sogno c'è bisogno dell'aiuto
di tutti. Anche del tuo. Ecco perché, in occasione delle feste natalizie,
quando parole come solidarietà, compassione, correità acquistano un
significato più profondo, il Presidente del Consiglio lancerà Berlusthon,
la grande iniziativa grazie alla quale ogni cittadino potrà dare il suo
piccolo, ma importante contributo per sostenere l'impegno della Casa delle
Libertà contro la piaga della giustizia, e mandare definitivamente in
soffitta il codice penale. Domenica prossima in tutte le principali piazze
d'Italia si potranno acquistare i «Pomodori per l'amnistia», un gesto
doppiamente benefico: non solo i proventi andranno a sostenere le ricerche
degli scienziati polisti per la completa riabilitazione di chi è affetto da
processi per corruzione e concussione in fase terminale, ma i pomodori
stessi favoriranno l'iniziativa spontanea del singolo, che potrà lanciarli
contro i magistrati esprimendo tangibilmente il proprio «no» al morbo che
essi diffondono.
Nei giorni successivi Berlusthon invaderà il piccolo schermo: in tutte le
trasmissioni, a promuovere la raccolta di fondi saranno autorevoli
testimonial della lotta contro la magistratura: da Cesare Previti, l'eroico
ex ministro che porta ancora avanti la sua dolorosa battaglia contro una
sindrome degenerativa della fedina penale, a Carlo Taormina, il luminare
che ha messo a punto un apparecchio in grado di arrestare in fase precoce
il giudice maligno: un bel paio di manette. Ma anche Silvio Berlusconi non
mancherà di portare la sua personale, sofferta testimonianza: «Anch'io sono
stato colpito dalle toghe, ma non mi sono mai arreso - è il suo accorato
messaggio -. E' per aiutare quelli come me che sono entrato in politica.
Allo stadio attuale delle ricerche, sappiamo che il giudice è un
agglomerato di cellule che, per motivi incomprensibili, a un certo punto
impazzisce e si mette in testa che chi viola la legge va punito, anche se
si tratta di un miliardario. Ma se opportunamente curato e tenuto sotto
controllo dal potere politico, il giudice diventa innocuo. Anzi,
addirittura utile».