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  IL FAN CLUB - LA SOFFITTA NEL RACCONTO
RANIERO BARZANTI E LA STAMPA

Da L'Espresso, 6 settembre 1995

Casi letterari / Raniero Barzanti

CHIAMATEMI BABY- HOLDEN

Giovanissimo. Cattivissimo. Bravissimo. Il suo Trashfusione ha fatto gridare al capolavoro. A quindici anni Raniero Barzanti è lo scrittore simbolo del disagio adolescenziale. Ma chi è veramente l'esordiente più coccolato d'Italia? Lo abbiamo chiesto a lui. E ci ha detto che...

libri Barzanti di Stella Luvraghi-Dupré
La sua voce è quella incerta, un po' stridula, di un ragazzino. Ma la sua scrittura ha una sicurezza e una profondità molto più grandi dei suoi quindici anni. Chi ha letto il suo primo romanzo, Trashfusione, diario pulp di un adolescente candido e violento cresciuto a Nutella e Power Rangers, giura che è un genio. Le compagne di scuola dicono che è carino, ma un po' sgobbone. E forse hanno ragione loro. Perché Raniero Barzanti, il golden boy della letteratura giovane è già al lavoro sul secondo libro. Figlio di Walter, affermato imprenditore nel settore mobiliero e di Susanna, ex insegnante, Raniero ha cominciato a scrivere quasi per gioco. Finché un anno fa, mamma Susanna comincia a sospettare di avere un genio in famiglia e decide di inviare gli esperimenti letterari del figlio a Ugo Sacripanti, colonna del Gruppo '63 e noto talent-scout di giovani penne. Il resto è storia. Anzi, è Trashfusione.

D. Che cosa vuol dire essere incoronato scrittore a quindici anni?

R. Ti senti incasellato in uno schema. Cioè io non mi sento uno scrittore. Non tutto il tempo, ecco.

D. Però hai scritto un libro di successo. Il tuo Trashfusione ha venduto 50mila copie. A proposito, perché un titolo come Trashfusione?

R. Perché c'è il trash e la fusione, che suona come trasfusione, cioè l'Aids e il sangue infetto e tutto il resto. Però questo devi chiederlo al mio editor.

D. Tu racconti una realtà metropolitana durissima, fatta di adolescenti sbandati, sesso violento, massacri gratuiti. Eppure vivi in un lussuoso appartamento nei quartieri alti e frequenti il ginnasio dai padri Scolopi.

R. Sì.

D. Va bene, ma come mai?

R. Dai Salesiani era tutto pieno.

D. Volevo dire, come mai ti viene di raccontare di questi ragazzi sbandati.

R. Perché la mia generazione è una generazione perduta. Senza miti, senza ideali. Cresciuta davanti alla tivù. La tivù come baby sitter. E' la violenza dei media che ti incasellano in questi schemi. Per dire, una giornalista come te è il nemico. Come dire, alla nostra età la violenza reale diventa virtuale e viceversa, è questo blob che sembra un telefilm di Quentin Tarantino. I nostri genitori hanno fatto il Sessantotto, quindi. Cioè se ci pensi io sono nato il giorno in cui hanno sparato a Mick Jagger.

D. Vuoi dire a John Lennon.

R. Non so, uno dei due, se guardi nelle note di copertina del libro c'è scritto.

D. Torniamo alla tua scrittura. L'influenza di Tondelli si sente.

R. Abbastanza. Però chi mi ha influenzato veramente è Andrea De Carlo. Ho letto tutti i suoi libri, mia mamma è abbonata al Club degli Editori.

D. Il protagonista di Trashfusione si chiama Holden Zaghini. Un omaggio a Salinger?

R. Non lo conosco, questo. Ho letto solo Holden. Quello giovane. Il giovane Holden. Quello dove vanno le anatre del Central Park.

D. Appunto, Salinger.

R. Ma no, le anatre è Holden, mica Salinger. Holden, questo che che ha scritto un libro a quindici anni e roba così. Poi non ha scritto più niente. Non ha voluto farsi incasellare da questo schema, no?

D. Guarda che Holden è il protagonista del romanzo. L'autore è Salinger.

R. No, quello sarà Il giovane Salinger. Non l'ho ancora letto. Però ho visto qualcosa su Tuttolibri.

D. Quali sono gli altri tuoi modelli letterari?

R. Io non mi riconosco negli altri scrittori. Mi ispirano di più i videoclip, i fumetti.

D. Sì? Cosa ti piace? Neil Gaiman? Sin City di Frank Miller? The Preacher di Garth Ennis?

R No, quelli italiani.

D. Capisco. Mattioli, Pazienza...

R. Cioè sì, ma anche Alan Ford, Zagor, Martin Mystère. Anche questi manga.

D. Quelli giapponesi?

R. Sì, anche quelli giapponesi, ma soprattutto i manga. I manga mi piacciono tutti. Perché c'è questo trash.

D. Di Trashfusione Alberto Arbasino ha scritto: «è come un Rachmaninoff sociopatico suonato su una mietitrebbia prepubere da un nano dandy». Sei d'accordo?

R. Sì. E' abbastanza vero.

D. Eppure il tuo scopritore, Ugo Sacripanti, non è d'accordo con Arbasino. Secondo lui sei «un Dostojev-skinhead prigioniero di un flipper pulp».

R. In effetti.

D Ma Raniero Barzanti si sente più mietitrebbia o più flipper?

R. Ogni tanto. Però non mi va di essere incasellato nello schema della mietitrebbia o del flipper, voglio dire. Cioè, siete voi giornalisti che avete montato tutta la polemica. Però domani esce questo articolo su Repubblica. Se leggi capisci tutto.

D. E la musica? Cosa ascolta il giovane scrittore Raniero Barzanti?

R. Il ciddì, la radio. Però anche il walkman.

D. No, dicevo come generi musicali.

R. Non ho un genere. Che poi questi generi sclerotizzati alto-basso, no?, non esistono più, a me piace la mescolanza fra cose diversissime. Alla mia età cioè posso passare indifferentemente da Andrea Bocelli a Drupi, che so.

D. I tuoi genitori contano nella tua vita di scrittore?

R. Certo. Con loro ho questo bel rapporto. Più che genitori, sono due amici.

D. Che bello. E in discoteca, ci vai?

R. No. I miei non vogliono.

D. Ma come, sono tuoi amici.

R. Appunto. Dicono, visto che gli amici ce li ho già a casa, cazzo vado a fare in discoteca. Poi sai, se mi vedono che vado da solo in un altro posto, si incazzano.

D. E che fanno, ti sgridano?

R. Ma va', te l'ho detto che sono amici. No, cambiano compagnia. Però mi piace stare a casa. Guardo i videoclip e i fumetti. In discoteca non ci riesco. Gente che pomicia su tutti i divanetti.

D. Già, il sesso. In Trashfusione c'è molto sesso, e non esattamente romantico. Come hanno reagito le tue compagne di scuola a espressioni come «le sventagliai in faccia un aerosol di sborra»?

R. Così. Alcune mi hanno chiesto cos'è un aerosol.

D. Ma è così che voi giovani vedete il sesso?

R. Cioè vedi noi giovani siamo cresciuti con l'Aids, mica come voi degli anni Sessanta che lo facevate con tre, con quattro per volta. Alla mia età il sesso si vede mercificato dai media, la pedofilia e tutto il resto. C'è un fondo di violenza, lo stupro della donna, così. Non so, mi viene in mente Bataille. E' la solitudine, come nei videogiochi. Andiamo verso il sesso virtuale. Tu lo fai con una che non vedrai mai e magari è un uomo.

D. Ti senti di destra o di sinistra?

R. Maddài, la politica è una cosa da vecchi. Alla mia età conta di più la marca del tuo giubbotto che il nome del tuo partito. Io mi sento io e basta, per quanto. Prendi Tangentopoli, voglio dire, è un po' come un rave party. Cioè mi viene in mente Guy Debord, no? Comunque penso che oggi Mussolini avrebbe fatto il graffitista.

D. Tu stai parlando il linguaggio informale, spezzato dei giovani d'oggi. Però la tua scrittura è diversa, molto più colta, letteraria. Come se in te scattasse qualcosa, quando ti metti a scrivere, una metamorfosi. E' così?

R. Abbastanza.



OPERE DI
RANIERO BARZANTI
(1980-1997)



Raniero 1996 Romanzi

Trashfusione
Feltrinaudi, 1995
pagg. 120
18mila lire

Teen Spleen
Feltrinaudi, 1996
pagg. 118
18mila lire

Incompiuto Pulp
Feltrinaudi, 1997 (incompiuto)
a cura di Ugo Sacripanti e Dora Biberkopf
introduzione di Ugo Sacripanti
pagg. 165
20mila lire


Racconti

«Il pedofilo si vede da piccolo»
in AA. VV.

Lactobacilli - Narratori italiani under 18
con un saggio introduttivo di Ugo Sacripanti
introduzione di Ugo Sacripanti
Catalepsis, 1995
pagg. 210
21mila lire

«Scusa merda se ti chiamo significante»
in AA. VV.

Ostriche - Narratori italiani under 18, nati in anni con numero pari e in mesi con la «r».
Con un saggio introduttivo dell'Istituto Censis
introduzione di Ugo Sacripanti
Catalepsis, 1996

28mila lire

«Polluzione notturna di un pastore errante nell'Asia»
in AA. VV.

Comedoni - Narratori italiani under 18, nati in anni con numero pari e in mesi con la «r», alti più di un metro e 65 e con problemi di acne.
Con un saggio introduttivo di Clea Rasil
introduzione di Ugo Sacripanti
Catalepsis, 1997
pagg. 209


Speciale Salone del Libro

Folla allo Spazio Giovani per Raniero Barzanti e il suo nuovo Teen Spleen

UN CANNIBALE
SI AGGIRA PER IL SALONE

Ruggero Carollo


TORINO. L'adolescente malmostoso e geniale c'è ancora. Ma nei suoi occhi è sparita un po' d'infanzia. Forse è fuggita, spaventata dalle pagine più truculente di Teen Spleen. Raniero Barzanti, mister Pulp, e la seconda, attesissima fatica intitolata allo spleen giovanile sono stati protagonisti ieri pomeriggio al Salone del Libro. Fin dalla mattina una piccola folla di teenagers ha assediato lo Spazio Giovani in attesa del suo beniamino. «Abbiamo detto alla prof che marinavamo per venire a vederlo - confessavano alcuni liceali di Moncalieri - e lei ci ha detto bravi». Piccola delusione all'arrivo di Raniero, immusonito (ma questo fa parte del personaggio) e tallonato, oltre che dal suo pigmalione, il critico, Ugo Sacripanti, dai suoi giovani genitori, Walter e Susanna, attentissimi a tenere lontani dal loro prezioso rampollo le fan troppo insistenti. Ma tra gli ammiratori di Barzanti non ci sono soltanto le ragazzine under-18, anzi: molti erano gli studenti universitari, i professionisti, e tante tante signore che hanno imparato a conoscerlo in televisione, unanimi nel riconoscere che «sì, è un po' violento, però è tanto carino». Altrettanto carina, anche se meno bersagliata da stampa e fotografi, la sedicenne Clio Siliquini, al suo debutto con Rotta dentro, una cruda storia di abusi sessuali su bambini autistici resi ciechi dall'assunzione di vino al metanolo, pubblicata dalla Piperbook. «Non sono pulp - ha detto Clio in conferenza stampa - è la realtà che è pulp. E non sono nemmeno cannibale, anzi, sono vegetariana». Domani allo Spazio Giovani è la volta di un altro baby cannibale, Mattia Pinzone, il quindicenne siciliano figlio di un generale in pensione, che presenterà il suo romanzo-scandalo Anfibi nudi.


La Gazzetta del Mezzogiorno, 8-1-1996

« Pessimo modello per i giovani d'oggi»

Preside censura
il libro di Barzanti

preside Cucco POTENZA. Via dalla biblioteca scolastica Trashfusione, il romanzo cult del quindicenne Raniero Barzanti: lo vuole Benito Cucco, preside del Liceo Classico Aristide Scannapuoti, scandalizzato dai contenuti del romanzo. «Sesso, violenza, vuoto morale: è questo che vogliamo trasmettere alla già disorientata gioventù di Potenza?» osserva il prof. Cucco, che dopo aver sequestrato dalla biblioteca dell'istituto il sulfureo bestseller pulp di Barzanti ha comprato a sue spese una copia delle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo per farne dono agli studenti. Cucco, già candidato al consiglio comunale nelle liste di An, non è nuovo alle cronache: fu lui che sei mesi fa sospese un'alunna che si era presentata a scuola con una gonna che scopriva il polpaccio.


La Repubblica, 10-1-1996

Dopo il caso di Potenza,
la replica di Barzanti

Quel preside ha bisogno
di una Trashfusione...

di Raniero Barzanti


Boh, che dire. C'è questa città che mi dicono si chiama Potenza e già è una roba da sfigati. C'è questo preside che non gli piace il mio libro. C'è questo Ippolito Nievo che non so chi sia ma vorrei dirgli senti Ippolito uno: trovati un nome di battesimo decente, due: se vuoi confessarti ci sono i preti o anche i giudici, non andare a rompere l'anima ai liceali che poveretti stanno già sputando l'anima con quella mezzasega di Petrarca il cui Canzoniere potrebbe riassumersi in un verso solo: «Laura, ma quando me la dai?» Poi c'è questo giornale che mi dice: guarda che c'è questo preside di Potenza che non gli piace il tuo libro e preferisce quello di Nievo, ci scrivi qualcosa? Vabbè grazie, cose che capitano quando hai quindici anni e sei un caso letterario. Mentre ai presidi di Potenza al massimo capita di avere sessant'anni e di essere un caso clinico. Vorrà dire che sull'ottava edizione di Trashfusione (ma da Feltrinaudi mi dicono che siamo già alla nona, grazie cari) farò mettere: keep out presidi di Potenza!


La Stampa, 15-1-1995

Stasera al Costanzo Show

Raniero Barzanti
e il preside di Potenza

Lui gli censura il libro. L'altro replica sui giornali. Maurizio Costanzo li invita a spiegarsi faccia a faccia. Benito Cucco, il preside più severo d'Italia, e Raniero Barzanti, il giovanissimo autore del libro dell'anno, Trashfusione, si troveranno insieme sul palco del Teatro Parioli per scoprire di avere molte cose in comune... Altri ospiti: il critico Ugo Sacripanti, Alberto Bevilacqua, don Furio Bitonto, Ippolito Nievo, Enzo Iacchetti e la pornostar Vanka Borissova. Canale 5, ore 23.


Corriere della Sera, 16-1-1995

Verdetto a sorpresa dal Costanzo Show

Il preside Cucco assolve Barzanti
«Raniero, che bravo ragazzo...»

« Un adolescente sano, maturo, con tutti gli ormoni a posto»: così Benito Cucco, il preside di Potenza che aveva eliminato dalla biblioteca del suo liceo il romanzo Trashfusione si esprime a proposito del «cattivo» Raniero Barzanti. Chi ieri sera si aspettava scintille sul palco del Costanzo Show è rimasto deluso: il prof e l'«enfant terrible» della letteratura italiana, dopo qualche schermaglia iniziale, hanno duettato da consumati professionisti. Barzanti ha letto ad alta voce alcuni passi pulp del suo romanzo, mentre il preside, con una buona dose di autoironia, rivedeva la punteggiatura. Poi Cucco ha letto alcuni passi dalle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo esponendoli alle corrosive critiche di Raniero. I due alla fine si sono sfidati in una tenzone letteraria a proposito delle curve della pornostar Vanka Borissova. «Quel vecchio fez non è poi così male» ha commentato Barzanti al termine del talk show.


La Gazzetta del Mezzogiorno, 21-2-1995

Debutto letterario
del preside di Potenza

Benito Cucco:
«Scriverò un libro»

POTENZA - Il titolo c'è già: Le Confessioni di un (preside) italiano. Il resto lo sta scrivendo Benito Cucco, il preside di Potenza reso famoso dalla polemica con Raniero Barzanti. «Era tanto che volevo raccontare i miei quarant'anni di esperienza nella scuola italiana. Sto mettendo insieme i miei ricordi in forma di romanzo». Un romanzo pulp? «No - ride il preside -, il mio modello è e resta Ippolito Nievo. Certe cose le lascio ai giovani. Però non mancheranno pagine un po' pepate. Una memorabile commissione di maturità a Sperlonga nel '65, per esempio... ma non voglio dire altro, per ora. Se chiederò una prefazione a Raniero Barzanti? Perchè no... ma so che è molto impegnato con il suo secondo romanzo». Il libro di Cucco uscirà dopo l'estate.

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