Da piu' di quattro anni se ne sta li', appollaiata in cima al buglione delle rubriche di Clarence. Ha parlato di tutto e di tutti, ha divertito molti Clarenciani e ha irritato qualche Vero Italiano (si sa, i Veri Italiani non possiedono l'enzima che elabora la satira). E' titolare della mailing list piu' gettonata (siamo attorno ai 10.000 iscritti). Qualche mese fa la Assonnata Blasonata Casa Editrice (Einaudi) ne ha pubblicato l'intero archivio 1997/2001 in forma di libro, un volumetto candido, della collana Stile Libero (ehi! E' sempre in vendita! Cliccate qui!). Adesso e' arrivato un premio, una statuetta veramente pesante, in bronzo, tiratura limitata, ecc... che le due bimbe di Lia stanno gia' disputandosi pensando che faccia parte del merchandising di "Monster inc."
Paginatre, la rubrica di satira erede del defunto settimanale Cuore (stesso titolo, stessa autrice, stesso veleno), e' stata encomiata a Forte dei Marmi durante il week-end appena conclusosi, tradizionale appuntamento settembrino per i cultori di questo genere, la Satira Politica appunto, apparentemente amata da tutti, concretamente praticata da pochi.
Noterete che Clarence e' incluso fra i festeggiati. Ovvero: il premio e' senza dubbio di mamma Lia, inesauribile confezionatrice di sberleffi amari. L'oggetto in questione e' la rubrica Paginatre, che ormai va considerata importante anche per il suo "lungo corso" in rete. Altresi', al nostro caro portalino, viene riconosciuta la paternita' putativa di questo successo. Insomma, nella nostra categoria abbiamo fatto en-plain: pilota, macchina e costruttore.
Sull'evento mondano non ci soffermiamo piu' di tanto, sia perche' mondano non era (l'aria mesta che spirava da New York), sia perche', sgraffignata la statuetta ce la siamo data a gambe. Ci piace segnalare che assieme a noi sono stati premiati personaggi che ci sono simpatici, come don Camilleri e il giornale satirico inglese Private Eye, bastione satirico e bastone dei vizi anglosassoni da parecchi decenni. Il premio dedicato alla TV lo ha preso quel margnufone del direttore di Rai Due, individuato come mandante dei vari "Ottavo nano", "Quelli che il calcio", "Satyricon" e "Convenscion", tutti fortemente voluti dallo stesso Freccero. L'Invasato, in questa occasione, ha limitato il suo spazio-show ad alcune frecciate dirette ad un bolso sottosegretario di An presente alla cerimona, almeno biologicamente.
Lia Celi, sobria ma emozionata, ha spiegato ai presentatori Michelle Hunzicher (che ha riso molto) e Claudio Bisio (che invece ha capito le battute), la non singolarita' del fatto che lei, in quanto donna, si sia avvicinata alla satira. L'evento contronatura e' piuttosto che altri si siano avvicinati al lei, non lasciandosi intimidire dall'esistenza di una ragazza che fa battute, invece di limitarsi a ridere a quelle dei maschi.
Con il riconoscimento in grembo, Lia ha voluto ringraziare gli incanutiti giurati Gino e Michele, i primi ad accorgersi e ad accogliere il suo talento comico su una Smemoranda di molti anni fa. Timidamente poi, la Nostra avrebbe voluto omaggiare un suo idolo giornalistico, Curzio Maltese, ma la piccola Gioconda, secondogenita di Lia, ha interrotto sul nascere ogni possibile liason versando un bel frizzantino sulla manica dell'austero giornalista.
Per quel che riguarda i salatini, il parere di un nostro amico epigrafista ci rassicura sul loro valore storico, per cui scappiamo dalla mitica Capannina di Franceschi e ci allontaniamo nel tramonto del Forte schivando Ferrari fuori stagione e ricchi in ritardo (ma non si vergognano? ma i film dei Vanzina non li hanno mai visti?).
Pensierino finale: durante la cerimonia e' stato detto che fra i paesi d'Occidente siamo uno di quelli che pubblica meno giornali di satira, in assoluto. Questo fatto ci colloca definitivamente fra i Poveri di Spirito, ovvero fra coloro che ridono solo se nella barzelletta si sbertuccia il capo del partito rivale. Ora e sempre Paginatre!
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