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TIMORE E TREMORE
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 TIMORE E TREMORE
borsaL'incombere degli apocalittici scenari della guerra globale al terrorismo deprime le aspettatve economiche dei cittadini americani. E non solo. Infatti gli indici di fiducia dei consumatori americani ed europei sono in crollo verticale. Per questo motivo, i soliti ineffabili demiurghi della Moneta, Greenspan e Duisenberg stanno progressivamente abbassando il livello del costo del denaro. Nel tentativo affannoso di restituire ossigeno all'economia mondiale boccheggiante. Ma nonostante gli sforzi encomiabili, dobbiamo constatare che gli scenari futuri sono incerti. Troppo incerti. Per esempio la fiducia sull'economia della zona euro è crollata miseramente sui livelli minimi dal 1997 scendendo a 99,1 a ottobre da 100,1 di settembre. Il risultato, inferiore alla media degli ultimi 10 anni, è inoltre peggiore del 99,5 previsto dagli analisti.
Le aspettative più pessimistiche riguardano l'industria e i consumi. Nei quindici paesi dell'Unione, l'indice di fiducia sull'economia scende a 99,3 da 100,3. Pesa dunque, in modo inconfutabile, l'impatto degli attacchi terroristici dell'11 settembre. Per quanto riguarda la situazione statunitense possiamo citare un altro dato preoccupante. La produzione delle industrie statunitensi ha dovuto incassare, per il quindicesimo mese consecutivo, l'ennesima frenata. L'indice dell'Associazione Nazionale dei Responsabili degli Acquisti ( NAPM nella sua abbreviazione inglese ), variabile che fornisce, con cadenza mensile, una misura della produzione industriale, è caduto dai 47 punti fatti registrare durante il mese di settembre, fino ai 39,8 punti relativi al mese di ottobre. Quest'ultimo dato, che ingloba l'effetto negativo apportato dagli attentati dell'11 settembre, si situa al livello più basso mai ottenuto fin dal febbraio del 1991, quando l'economia degli Stati Uniti si trovava nel pieno di una fase recessiva. Un'ulteriore aggravante è rappresentata dal fatto che il dato appena diffuso si è mostrato inferiore di ben quattro punti rispetto a quanto era stato pronosticato dagli esperti. Questi ultimi avevano previsto che il valore dell'indice si sarebbe infatti attestato intorno a 44,5 punti.
Pur non volendo cedere a forme irrazionali di pessimismo, è necessario conoscere i parametri fondamentali del nuovo scenario politico-economico. Siamo stati abituati a pensare che gli investimenti sfruttano il loro potenziale di crescita soprattutto nel lungo periodo. Per questo motivo non è il caso di cedere all'impulso di liquidare le proprie posizioni finanziarie. Forse nel 2002 potrebbe tornare il sereno, e potremmo pentirci amaramente di aver ceduto al facile panico.

  ANALISTI SCETTICI
Alan GreenspanScarsi profitti - Nella peggior stagione degli earnings dell'ultima decade a Wall Street con un vero massacro di profit e sales warning, un pugno di aziende hanno ripreso a sollevare gli obiettivi per il loro quarto trimestre. Ma gli analisti restano scettici sulla possibilità di sviluppo di un vero trend positivo. Molti esperti restano alquanto scettici anche perchè molte di queste aziende avevano in precedenza lanciato un allarme utili spingendo gli analisti a tagliare decisamente le proprie stime
  CALO PRODUTTIVO
wim duisenbergAllarme rosso! - La produzione industriale degli Usa si attesta sul livello più basso degli ultimi undici anni. La diffusione degli ultimi dati ha confermato il peggioramento dell'attuale situazione economica e dell'outlook prospettico del sistema produttivo statunitense. Ormai gli analisti si dividono in due schieramenti ben delineati: gli ottimisti, convinti che si sia toccato il fondo, e i pessimisti, sicuri che vi sia ormai una recessione in atto.

  OSCURE MANOVRE
Marco Tronchetti ProveraLa ristrutturazione - Marco Tronchetti Provera, intervenuto davanti alle autorità parlamentari, ha fatto il punto sullo stato dei lavori del gruppo che dirige, partendo dalla Turchia. Il presidente, in particolare, ha detto che l'attuale posizione della partecipata turca Aria non e' soddisfacente. "La posizione di terzo operatore nella telefonia mobile non ci soddisfa in generale e questo vale ovviamente anche per la Turchia.
  IPO REPRISE
Ripresa inattesa - Il mercato delle IPO (initial public offering) si risveglia dopo un lungo letargo culminato con il settembre nero che non ha visto alcuna matricola debuttare a Wall Street, cosa che non accadeva da 25 anni. Il calendario dei collocamenti non era così ricco di appuntamenti dal mese di Luglio. Le 4 società in rampa di lancio rappresentano altrettante solide realtà nei loro settori e nella maggioranza dei casi offrono all'investitore la possibilità di stimolanti profitti. .

  di Igino Domanin
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   data: 06 nov 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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