Capitale: Antananarivo Popolazione: 15 milioni circa Religione: islamica e cristiana Valuta: franco malgascio (Fmg) Documenti d'ingresso: passaporto (valido per tutto il periodo del soggiorno e non deve scadere durante la permanenza nel Paese). E' inoltre richiesto il visto rilasciato dall'ambasciata del Madagascar Vaccinazioni: è consigliata la profilassi antimalarica, la vaccinazione contro il tifo, la difterite e l'epatite A Clima: è di tipo tropicale caldo e secco, alcune regioni dell'interno possono risultare più fredde. Le temperature oscillano tra i 20° e i 30°C. Il periodo migliore per visitare il paese va da aprile a ottobre (durante l'inverno) Abbigliamento: è consigliabile portare con sè capi leggeri e un pullover per via delle escursioni termiche. Non dimenticate cappello e occhiali da sole Aeroporti principali: Antananarivo, Antsiranana, Tolanaro, Morondava
La storia
I tratti somatici degli indigeni del Madagascar non assomigliano a quelli dei loro "fratelli" dell'Africa centrale. Le origini genetiche vanno infatti ricercate nei primi insediamenti di popolazioni indonesiane e africane che sono state le capostipiti di gran parte degli attuali abitanti del paese.
L'isola fu avvistata all'inizio del XVI secolo dai commercianti e dai navigatori portoghesi, che la chiamarono San Lorenzo. Ma nel 1600 parte dell'isola venne colonizzata dai francesi che controllarono per secoli le attività economiche e culturali.
Nel corso della fine del XIX secolo e l'inizio del XX, lo spirito indipendentista degli indigeni si fece sempre più forte. Il 14 ottobre 1958 il Madagascar, sotto la presidenza del socialdemocratico Philibert Tsiranana, venne proclamato repubblica nel quadro della Comunità francese e il 2 aprile 1960 ottenne la piena indipendenza col nome di Repubblica Malgascia. La vita politica risultò dominata dal partito socialdemocratico, aderente all'Internazionale socialista. Dichiaratamente anticomunista, il presidente Tsiranana perseguì una politica d'allineamento con le potenze occidentali e di stretta collaborazione con la Francia e con l'Organizzazione comune africana e malgascia (Ocam).
Nel gennaio 1972 Tsiranana fu eletto per la terza volta presidente della repubblica, ma la protesta popolare gli impedì di formare il governo. Tsiranana affidò allora la guida del governo al comandante delle forze armate, il generale G. Ramanantsoa. Nell'ottobre successivo un referendum confermò i pieni poteri a quest'ultimo che approvò la sospensione della costituzione e l'abolizione della carica di presidente della repubblica. Tsiranana si vide costretto a ritirarsi a vita privata. Il governo di "unità nazionale" di Ramanantsoa abbandonò nel 1973 l'area del franco e ottenne da Parigi il ritiro delle forze francesi ancora presenti nell'isola. Annunciò inoltre il ritiro del Madagascar dall'Ocam. In politica estera allacciò rapporti con l'Urss e la Cina popolare.
Le elezioni dell'agosto 1983 portarono all'affermazione dell'Arema (Avanguardia della rivoluzione malgascia), che conquistò 116 dei 136 seggi dell'Assemblea nazionale. La direzione del governo fu ancora affidata a Rakotoarijaona, che la conservò fino al febbraio 1988, quando venne sostituito da V. Ramahtra, allora ministro dei lavori pubblici. Nel marzo 1989 Ratsiraka è stato confermato per il terzo mandato presidenziale, mentre nel maggio successivo l'Arema ha riottenuto la maggioranza assoluta nelle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea nazionale. A differenza della prima metà degli anni Ottanta, il regime ha goduto nell'ultimo quinquennio di una maggiore stabilità, si sono attenuate le manifestazioni contrarie alla politica del governo, sia nelle città sia nelle campagne.
Nel 1990 A. Zafy ha assunto la presidenza, riconfermata poi alle elezioni dl 1993. Quell'anno ha segnato la svolta e la fine del lungo regime socialista: approvata la nuova costituzione, il presidente ha ricevuto il potere di nominare e revocare il premier. Così nel 1994 Zafy ha nominato nuovo primo ministro Emmanuel Rakotovahiny. Ma i gravi problemi che avevano sconvolto la vita del paese nel periodo precedente (contrasti tribali, crisi dell'economia e dell'agricoltura in particolare, deficit commerciale) non erano superati e la situazione è rimasta instabile e difficile.
Alle successive consultazioni presidenziali è così risultato vincitore Ratsiraka che ha nominato primo ministro Pascal Rakotomavo. E la storia continua...
DA NON PERDERE
Antananarivo
Tana (il nome locale della capitale) assomiglia a molte altre città africane e asiatiche, caotica, polverosa, incasinata. Ma meritano un visita l'Avenue de l'Indépendance e il distretto di Analakely. Caratteristiche le stradine, i mercatini e i volti degli innumerevoli venditori di souvenir e cianfrusaglie di ogni genere. Più a sud si trova l'area dell'Haute-Ville dove sono concentrati i locali, i bar, le attività commerciali, le chiese, i monumenti principali della città. Un'ulteriore visita meritano lo Zoma Market (un immenso mercato), il Parc Botanique et Zoologique de Tsimbazaza, il Musée d'Académie Malgache.
Nosy Be
E' l'isola più attraente di tutto il Madagascar. Nosy Be è molto popolare ed è visitata sia da viaggiatori incalliti sia da turisti vacanzieri a caccia di riposo perché offre sia tutti i comfort sia locali, ristoranti e club dove fare "la vita".
Réserve Naturelle Intégrale des Tsingy de Bemaraha
Questa area è quasi inaccessibile ed è stata dichiarata patrimonio dell'umanitè dall'Unesco. Rappresenta il parco nazionale più esteso (152mila ettari) ed è visitabile grazie ai numerosi itinerari organizzati da agenzie locali.
Parc National de Montagne d'Ambre
E' la maggiore attrazione del nord del Madagascar. Si estende su 18mila ettari di terreno prevalentemente vulcanico. Il parco è stato creato nel 1958 e preserva tutte le bellezze e le attrazioni biologiche e faunistiche dell'area. Si trova a circa 800 chilometri a nord di Antananarivo, mentre la più vicina città è Antsiranana, servita quotidianamente dalla Air Mad.
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